Nucleare, Romani: Quello tsunami impossibile in Europa

Mentre in Giappone il pericolo di una catastrofe nucleare sale di ora in ora, con gli esperti americani che parlano di emissioni «radiazioni estremamente forti, potenzialmente letali» per tutti coloro che in queste ore stanno combattendo contro i reattori degli impianti della centrale di Fukushima, in Italia continua il dibattito sull’opportunità di introdurre sul suolo nazionale, per la prima volta nella storia, l’energia nucleare. Se ieri si è registrato l’intervento del noto cantautore Adriano Celentano che, in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera, ha «pregato» i cittadini di partecipare al referendum per opporsi alla realizzazione di centrali, in quanto pericolosissime per la salute pubblica, in queste ore si registrano i pensieri degli uomini di governo che fanno appello alla ragione e non «alla pancia e al cuore».

PRESTIGIACOMO: AGIREMO IN SINERGIA Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, continua a predicare la calma e assicura: «La linea italiana rispetto al programma nucleare non cambia. Chiaramente seguiamo con sgomento e partecipazione la situazione in Giappone, senza nessuna sottovalutazione, ma neanche si deve speculare». Per il ministro è stato «sciacallaggio politico» quello mostrato da chi «ha sfruttato la catastrofe a fini domestici, quando ancora non era finito l’effetto dello tsunami in Giappone». L’Italia comunque sceglierà all’interno di una cornice europea: «Faremo le scelte insieme all’Europa».

ROMANI: TSUNAMI IMPOSSIBILE IN EUROPA Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, invece punta sulla peculiarità della tragedia avvenuta in Giappone: se di catastrofe nucleare si potrà parlare, il tutto dovrà essere addebitato allo tsunami e non al terremoto. Per Romani, questo dettaglio è importante poiché escluderebbe l’ipotesi che l’Europa in futuro possa trovarsi a vivere una calamità come quella verificatesi in Estremo Oriente: «La pubblica opinione deve sapere esattamente cosa è successo in Giappone in modo che le decisioni non siano figlie della pancia o delle emozioni. Lì il problema non è stato il terremoto ma lo tsunami, un evento straordinariamente incredibile che sul continente europeo non ci sarebbe stato, e comunque non come in Giappone». Basterà questo a rassicurare gli italiani?

S. O.