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Rai1, Radio Londra: Ferrara fa discutere

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RAI, RADIO LONDRA – Era ampiamente nelle previsioni che i tre minuti quotidiani di Giuliano Ferrara su Raiuno con il suo Radio Londra delle 20,30, scatenassero polemiche ed analisi approfondite. Le tre puntate andate finora in onda non sono state proprio un successo, con gli ascolti già tendenti al ribasso. Gli argomenti trattati da Ferrara (per due sere su tre il caso Ruby) e il modo in cui l’ha fatto hanno suscitato dibatti . Ma era inevitabile.  In primis per il personaggio Ferrara, certamente carismatico e dalla dialettica spregiudicata e aggressiva. L’esatto opposto di Enzo Biagi (pacato e difficilmente sopra le righe) di cui ha “idealmente” preso il posto. Poi perchè Ferrara è uno strenuo difensore del premier Berlusconi, nell’occhio del ciclone da settimane per il caso Ruby. Altro motivo di discussione che ha preceduto la messa in onda è stato il contratto che il giornalista ha firmato con la Rai. Tremila euro a puntata, praticamente mille euro al minuto.

AVVIO SOFT – Sono stati sufficienti nove minuti di eloquio in tre giorni al direttore del Foglio per far discutere gli esperti di televisione praticamente su tutto. Lunedì Ferrara ha scelto un avvio per così dire soft. Si attendeva un monologo sul caso Ruby, invece ha preferito parlare del Giappone e del nucleare, chiedendo all’opinione pubblica e alla politica una “riflessione” sull’accostamento energia atomica-Italia. Ma alcuni giornali hanno fatto notare che solo poche settimane fa lo stesso Ferrara si dichiarava apertamente favorevole al ritorno del nucleare in Italia.

C’E’ SOLO RUBY– Già nella seconda puntata è uscito fuori il Ferrara di qualche settimana fa, quello che organizzò la contromanifestazione a favore del premier e “contro i puritani”. Il giornalista ha toccato l’argomento Ruby prendendosela con gli abitanti di Maglie (Lecce) rei di aver manifestato il proprio dissenso nei confronti della ragazza marocchina ospite di una serata (alla quale è arrivata con ore di ritardo) in un locale della zona. Ferrara è riuscito a paragonarla  alla Maddalena e ha scomodato nientemeno che il Vangelo e le parole di Cristo “chi è senza peccato scagli la prima pietra”,  accusando di “lapidazione” gli abitanti di Maglie carichi di “odio” e “disprezzo” nei confronti della ragazza.  E il corpulento giornalista ha fatto il bis ieri sera. Stesso argomento, ma toni più pacati.

GLI ASCOLTI – Ma il Ferrara di Radio Londra piace ai telespettatori? A giudicare dai dati Auditel non si direbbe proprio. Ferrara va già calando, nonostante sia trainato dal principale telegiornale italiano (che da quando a dirigerlo c’è Augusto Minzolini ha perso a sua volta vagonate di telespettatori). Dopo un debutto discreto (ma senza il botto preventivato) il direttore del Foglio è andato via via perdendo ascolti. Il martedì ha fatto il 20,6 per cento di share con 5,9 milioni di media. Ma è interessante analizzare come molti telespettatori abbiano cambiato canale repentinamente. In tre minuti Ferrara è passato dai 6 e passa milioni lasciatigli in eredità dal Tg1, ai 5,3 di chiusura. Un tracollo impressionante in soli tre minuti. E non è andata bene neanche ieri dato che la media di telespettatori è scesa ulteriormente (5,6 milioni) con il 20,2% di share. Numeri che diventano ancora più pesanti se paragonati a quelli del Fatto di Enzo Biagi che in oltre ottocento puntate fece 6,5 milioni di media.

Claudio Forleo