Unità d’Italia, Romano La Russa: “Lega vigliacca e meschina”

”Speravo che oggi qualche rappresentante della Lega si presentasse a rendere omaggio alla bandiera degli italiani. Purtroppo hanno invece confermato il loro atteggiamento vigliacco e meschino, standosene a casa, senza onorare i propri eroi caduti anche per la libertà dei lombardi. Un autogol che i veri milanesi sapranno valutare e giudicare al momento opportuno”. Romano La Russa (fratello di Ignazio), assessore regionale alla sicurezza e coordinatore del Pdl in provincia di Milano, commenta con toni assai duri la decisione della Lega Nord di non prendere parte ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, anzi, di mettere in scena proprio nel capoluogo lombardo una vera e propria provocazione, a cui i milanesi hanno reagito con ferma ostilità, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Non è piaciuta, infatti, l’iniziativa promossa dal capogruppo della Lega Nord al Comune, Matteo Salvini, e da una decina di esponenti del Carroccio che – in aperta polemica con le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – hanno posizionato le loro scrivanie di fronte a Palazzo Marino per dimostrare di essere al lavoro, mentre tutti gli altri erano a spasso per la città per festeggiare.

”Quella di oggi – spiega il fratello del Ministro della Difesa – è la risposta di popolo nella ”giornata del popolo’. Le celebrazioni per l’Unità d’Italia hanno suscitato entusiasmo e passione tra migliaia e migliaia di cittadini che hanno visitato il Palazzo della Regione. Questo sta a significare quanto i milanesi tengano alla propria cultura, alla propria storia, una storia di lotta per l’indipendenza e la libertà”.

A detta del coordinatore milanese Pdl, tra i presenti alle celebrazioni questa mattina erano tanti anche gli elettori della Lega ”felici di festeggiare l’anniversario della vittoria contro l’oppressore. Peccato che i loro dirigenti abbiano dimostrato ancora una volta ‘infantilismo politico‘, voltando le spalle alla bandiera. Chi ha disertato le celebrazioni – conclude La Russa- dimostra di non voler capire quale sia lo ‘spirito identitario’ che pervade i cittadini lombardi”.