Ciclismo, Operacion Puerto: chiesti due anni per Fuentes

CICLISMO , OPERACION PUERTO – La Procura di Madrid ha chiesto per il medico Eufemiano Fuentes la condanna a due anni di carcere per il suo coinvolgimento nell’inchiesta della magistratura spagnola denominata Operacion Puerto, relativa alle pratiche dopanti nel mondo del ciclismo.

GLI IMPUTATI – L’indagine risale a cinque anni e fu un vero e proprio terremoto che coinvolse alcuni fra i nomi più importanti del ciclismo mondiale di allora come Jan Ullrich, Ivan Basso e Alejandro Valverde.  Assieme a Fuentes sono imputate altre quattro persone:  la sorella Yolanda Fuentes, l’ematologo José Luis Merino Batres, l’ex dirigente della squadra Liberty Seguros Manolo Saiz e l’omologo Ignacio Labarta. Per tutti l’accusa è di “delitto continuato contro la salute pubblica” . Gli imputati avrebbero dovuto essere sei, ma  Alberto Leon, nuovamente arrestato nel corso di una seconda inchiesta denominata Gago, si è suicidato lo scorso dicembre.

LE ACCUSE – L’accusa sostiene che Fuentes e Saiz erano a capo di una sorta di associazione a delinquere che si dedicava alla gestione di pratiche vietate come le autoemotrasfusioni, e alla vendita di sostanze dopanti  quali Epo, ormoni della crescita ed anabolizzanti. Fuentes e i co-imputati rischierebbero di più se l’inchiesta della magistratura spagnola non avesse preceduto di qualche mese l’introduzione, nella legislazione del Paese iberico, della legge antidoping spagnola. Il verdetto sull’Operacion Puerto e su Fuentes segue di poche settimane il caso Contador, il ciclista spagnolo (tre volte vincitore del Tour de France) assolto dalla giustizia sportiva del suo Paese nonostante sia stato trovato positivo ad un controllo antidoping nel corso del Tour 2010.

NOMI ILLUSTRI – Come anticipato in precedenza, tra i clienti di Fuentes vi erano nomi di cilisti importanti. Fra questi quello dell’italiano Ivan Basso, tornato a gareggiare nel 2009 dopo una squalifica di due anni e tornato a vincere lo scorso anno quando ha trionfato nel Giro d’Italia.

Claudio Forleo