Fiat al 90% della Ferrari e premiata in Borsa

Fiat al 90% della Ferrari liquidando in contanti il fondo di investimento di Abu Dhabi, Mubadala.

L’operazione, datata 3 marzo e stabilita già nel terzo trimestre 2010, avrebbe infatti visto un esborso cash da parte dell’azienda torinese di 122,4 milioni per rilevare il 5% del Cavallino. L’esercizio dell’opzione di riacquisto della quota, in realtà, ha richiesto sei mesi di trattative anche per valutare un accordo diverso rispetto a quello della contropartita in contanti.

Alla luce dell’operazione la Ferrari dovrebbe valere 2,4 miliardi di euro, oltre un terzo della capitalizzazione attuale di Fiat, stimata intorno a 6,4 miliardi.

Gli analisti, intanto, continuano ad insistere su una possibile quotazione in Borsa della Ferrari, sebbene lo scorso 1° marzo Luca Cordero di Montezemolo, presidente della casa di Maranello, ha confermato dal Salone di Ginevra che non ci sono progetti di ingresso sul listino per il Cavallino.

Anche l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha più volte negato prospettive di cessione di quote della società e di conseguente quotazione di questa.

A piazza Affari il titolo del Lingotto è ritornato a quota 6 euro, recuperando, infatti, il 2,13% dopo il tonfo registrato nelle ultime sedute. Sulla stessa linea Fiat industrial (+0,45% a 9,01 euro) e Exor, la holding della famiglia Agnelli (+1% a 19,25 euro).

Il titolo Fiat è stato penalizzato, oltre che dalle pesanti vendite sul comparto auto seguito alla crisi in Giappone, anche dai dati sulle immatricolazioni auto in Europa (Ue27) a febbraio che si sono attestate a 75.705 veicoli, -16,9% contro un mercato in miglioramento (+0,9%). La quota di mercato della casa torinese è scesa al 7,7% dal 9,4% di febbraio 2010, quando il mercato beneficiava ancora dell’effetto degli incentivi alla rottamazione.

Nell’area Ue+Efta Fiat lo scorso mese ha fatto segnare un ribasso del 16,7% a 76.808 veicoli, con una quota di mercato al 7,6%.

Decisamente meglio invece fuori dall’Europa, con una crescita del 21% rispetto all’anno precedente grazie a Brasile (+21,4% con il mercato che cresce del 20%) e Turchia (+144% con il mercato in crescita dell’89%), ed una significativo calo in India (-10% mentre il mercato sale del 22%).

Marco Notari