Libia: ONU vota sì ad attacco militare

RIVOLTA IN LIBIA: 18 marzo. il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso. Con 10 voti a favore, 5 astenuti e nessun voto contrario, l’ONU ha approvato la risoluzione, fortemente caldeggiata da Francia e USA, che dà il via libera all’imposizione di una no fly zone, “con tutti i mezzi a disposizione”, compreso quindi l’uso della forza.

GHEDDAFI NON HA PAURA: anzi alla notizia di un possibile ed ora quanto mai probabile intervento militare estero ha risposto minacciando ritorsioni contro “ogni mezzo mobile civile e militare”, dichiarando contestualmente l’assalto finale a Bengasi, roccaforte degli insorti per questa notte.

LA PIAZZA DI BENGASI ESULTA: alla diffusione del risultato della riunione del consiglio di sicurezza dell’ONU  una massa di persone si è riunita in piazza a Bengasi per festeggiare. La situazione fino a poche ore prima era piuttosto diversa. Gli insorti avevano lamentato una sorta di abbandono da parte delle nazioni occidentali. In Libia nel frattempo i civili continuavano a morire.  Le notizie diffuse dalla tv di Stato libica nelle ultime ore hanno però fortemente preoccupato le Nazioni Unite, USA e Francia in primis. Gheddafi si sarebbe ripreso Misurata e sarebbe stato alle porte di Bengasi.

RAID NOTTURNI: Fonti ufficiali si scontrano. il Ministro francese Francois Fillon ha confermato alcune voci secondo le quali alcuni raid aerei atti a bloccare l’avanzata delle truppe lealiste potrebbero avvenire già questa notte, ma secondo quanto riportato dall’Agenzia AGI, che cita “fonti dell’Alleanza” resterebbe escluso “un intervento della Nato senza una riunione del Consiglio atlantico”.

Quest’ultimo, verosimilmente, potrebbe riunirsi nel fine settimana, quando però potrebbe essere troppo tardi per fornire aiuto agli insorti di Bengasi, viste le ultime minacciose dichiarazioni del colonnello libico a riguardo. Una difficoltà con la quale Gheddafi dovrà sicuramente scontrarsi è però il blocco dei capitali libici e di tutti i voli di tipo commerciale da e per la nazione afflitta dalla rivolta.

BASI ITALIANE: il Ministro degli Esteri, Franco Frattini ha dato l’ok all’utilizzo delle basi italiane come supporto alle operazioni di mantenimento della no fly zone. Una decisione questa, che in realtà era già stata annunciata dal Ministro alcuni giorni fa, valutando l’ipotesi di un intervento esterno nella rivolta libica.

A.S.