Libia: Qatar appoggia Onu, arrestata giornalista NYT

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

RIVOLTA LIBIA: 18 marzo.  la risoluzione ONU arrivata nella notte, della quale si discuterà anche oggi ha Palazzo Chigi ha trovato alleati anche nel mondo araba, situazione questa preannunciata pochi giorni fa dalle autorità francesi che hanno fortemente spinto per una decisione piuttosto dura delle Nazioni Unite

QATAR: Secondo l’agenzia di stampa ufficiale nazionale, “il Qatar ha deciso di prendere parte agli sforzi internazionali volti a fermare il bagno di sangue e a proteggere i civili in Libia”. Il testo della nota non specifica però se eventualmente lo stato arabo sarebbe disposto anche ad un attacco armato, vale a dire ciò per cui Francia e USA spingono da giorni. In ogni caso, tra il piccolo Stato intenzionato a sostenere la risoluzione ONU e la Libia ci sono nazioni come l’Egitto e l’Arabia Saudita, che potrebbero anch’esse avere qualcosa da dire in proposito.

SPAZIO AEREO LIBICO: l’istituzione di una no fly zone da far rispettare con tutti i mezzi disponibili da parte delle Nazioni Unite e il blocco dei capitali libici e dei voli commerciali da e verso la nazione in guerra, il governo della Libia ha annunciato la chiusura del suo spazio aereo ai voli internazionali. Nessun aereo civile potrà quindi passare attraverso i cieli libici.

ARRESTATA GIORNALISTA NYT: lo avrebbe annunciato Saif, il figlio del colonnello Muammar Gheddafi, spiegando che “quando l’esercito ha liberato la citta’ di Ajdabiya dai terroristi (dove però secondi i ribelli si sta ancora combattendo) ha scoperto la giornalista”. Si tratterebbe di uno dei quattro collaboratori dispersi della prestigiosa testata statunitense New York Times. “L’hanno arrestata – ha poi precisato Saif Gheddafi –ma quando hanno capito che era americana e non europea si sono rammaricati  per questo motivo domani sara’ libera”.

EUROPA DIVISA: mentra Francia (soprattutto) e Gran Bretagna, si sono dichiarate a favore di un intevento armato risolutivo in Libia e l’Italia  ha dato il via libera (già prima della decisione ONU) all’utilizzo delle sue basi per le operazioni di supporto alla no fly zone, una delle nazioni che più contano in Europa, la Germania,  ha esplicitamente negato una sua partecipazione a qualunque operazione militare in territorio libico.

A.S.

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