Milan, Nesta pensa all’addio: “Sono quasi arrivato alla fine”

MILAN, NESTA. Alessandro Nesta traccia un primo bilancio personale all’alba dei suoi 35 anni (li compirà domani a Palermo, ndr), e dalla redazione di Sportmediaset.it ha lanciato un messaggio chiaro a tutti i suoi tifosi ed alla società rossonera: “A fine stagione potrei decidere di ritirarmi“.  Alla base della decisione di Nesta di abbandonare il Milan ed il calcio ci sarebbero i numerosi guai fisici che lo hanno colpito per gran parte della sua carriera. I dolori alla schiena ed alle ginocchia infatti continuano a tormentarlo parecchio, e di fronte a tutto ciò potrebbe decidere di non rinnovare il contratto col Milan che scade il 30 giugno prossimo, per ritirarsi così dal calcio giocato. “Sono quasi alla fine– ha rivelato Nesta a SportMediasetBisogna essere onesti con se stessi, bisogna valutare le condizioni fisiche, perché non voglio trascinarmi sul campo. L’ infortunio al ginocchio patito a marzo dell’anno scorso (rottura del tendine popliteo, ndr) mi ha creato dei fastidi anche di recente; decideremo a fine stagione cosa è meglio fare“.

“DERBY DECISIVO PER LO SCUDETTO”. Nesta comunque vorrebbe chiudere la sua brillante carriera calcistica con un altro titolo. Il suo Milan è infatti primo in classifica con ben 5 punti di vantaggio sull’Inter seconda e, se le cose dovessero rimanere così fino alla fine, a maggio potrebbe arrivare il suo terzo successo personale nel massimo campionato di calcio italiano. Sull’Inter e sulla corsa scudetto il pensiero di Nesta è stato chiaro: “L’Inter è sempre alla stessa distanza non è cambiato niente. Io non sono preoccupato, abbiamo fatto un mezzo passo falso ma non dobbiamo metterci addosso delle paure. Questo derby sarà decisivo“. Un ultima battuta il difensore rossonero l’ha poi regalata alla Champions League, la competizione dove il Milan è uscito la scorsa settimana per mano del Tottenham: “Abbiamo cambiato tanti giocatori, è un momento di transizione ed è normale che in Europa non arrivassero risultati, perché il livello è più alto che in Italia. Poi per il calendario si può più o meno andare avanti, ma per vincere bisogna essere più attrezzati“.

Simone Lo Iacono