Home Notizie di Calcio e Calciatori

Roma, Riccardo Viola: “100 milioni all’arbitro di Roma-Dundee Utd”

CONDIVIDI

ROMA, CLAMOROSA CONFESSIONE DI RICCARDO VIOLA – A quasi 30 anni dalla semifinale di Coppa dei Campioni tra Roma e Dundee United che regalò ai giallorossi la qualificazione alla finale, poi persa all’Olimpico contro il Liverpool, con un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica “La tribù del calcio” Riccardo Viola (figlio dell’allora presidente Dino Viola) getta ombre inquitanti sul regolare svolgimento della partita. Stando a queste dichiarazioni la Roma avrebbe versato 100 milioni delle vecchie Lire all’arbitro francese Vautrot (ricordiamo che la Roma era stata sconfitta all’andata per 2-0 dagli scozzesi riuscendo però a ribaltare il risultato nella gara di ritorno).

Il figlio del compianto presidente romanista spiega dettagliatamente come andarono i fatti:Arriva il signor Landini, manager del Genoa, parla con il Presidente Viola e gli dice: Vautrot è un amico e attraverso un altro mio amico si può arrivare a lui ma bisogna dare all’arbitro 100 milioni. Noi rispondiamo: che sicurezza abbiamo che Vautrot prenda questi soldi?”.  “Noi organizziamo una cena con l’arbitro e chiediamo un segnale che effettivamente dimostri che qualcosa di vero in tutto questo c’è. Nel corso della cena – spiega Riccardo Viola –  arriva un cameriere che si rivolge all’arbitro e dice: ‘Il signor Vautrot al telefono’. Quello era il segnale prestabilito“. Il racconto continua: “Quando Vautrot, dopo essersi assentato per la telefonata ritorna al tavolo, ci dice: ‘Ha chiamato l’amico Paolo e mi ha detto di salutarvi. Allora io mi alzo, chiamo papà (Dino) e gli dico: ‘Messaggio arrivato’ “.

“Tutto questo è stato fatto perchè di fronte a una partita del genere dire di no non è facile. Tirarsi indietro poteva avere gravi ripercussioni” tenta di tamponare R.Viola. Non si è mai capito però chi fosse l’amico di Vautrot che mediò tra la Roma ed il direttore di gara: “Papà domandava a tutti e in quel periodo c’erano solo due possibili indiziati che si chiamavano Paolo: Casarin e Bergamo. Lui parlò con entrambi, ma finì che entrambi si accusarono a vicenda”.

Dichiarazioni che ovviamente hanno destato scalpore nell’etere romano e non solo. Ci si chiede infatti perchè dopo ben 27 anni sia uscita fuori una simile storia ed in particolar modo in un periodo come questo molto delicato per le sorti societarie dell’AS Roma. Più di qualcuno inquadra questa intervista in un più ampio piano di destabilizzazione per quanto concerne la trattativa che dovrebbe portare la cordata americana alla presidenza della Roma.

ALDO MALDERA “D.VIOLA UNA PERSONA CORRETTISSIMA” – Intanto le prime reazioni sono arrivate da Aldo Maldera, ex giocatore giallorosso che quella sera c’era: “Non credo proprio che l’arbitraggio del francese sia stato a nostro favore, anzi all’andata perdemmo subendo due gol dubbi ed al ritorno all’Olimpico non venimmo di certo aiutati da Vautrot che, peraltro, mi ammonì senza motivo dopo che segnammo un gol. Visto che ero diffidato non potei disputare la finale col Liverpool che, molto probabilmente, sarebbe stata la partita più importante della mia vita dato che avevo superato i 30 anni. Il pensiero di quel cartellino giallo mi brucia ancora”. Sulla presunta corruzione la reazione è decisa: Dino Viola è sempre stato un uomo correttissimo e non credo assolutamente a queste voci. Da giocatore posso confermare che eravamo tutti concetratissimi, ricordo ancora i volti dei miei compagni, in particolar modo quella di Conti, avevamo perso 2 – 0 in Scozia ed a Roma, davanti al nostro pubblico, volevamo e siamo riusciti a fare una prestazione perfetta senza alcuna sbavatura. Il pubblico ci appoggiò in maniera fantastica.Eravamo in formazione tipo, potevamo battere chiunque e sicuramente non venimmo aiutati da Vautrot che, anzi, ci fischiò molte volte contro in maniera immotivata”.

Simone Meloni