Sanità: occupato ospedale di Sulmona

Occupato. Una sola parola che mostra la disperazione dei lavoratori difronte alla riduzione di circa 60 posti letti. Per questo motivo l’ospedale di Sulmona, in provincia dell’Aquila, è stato occupato.

A mettere in atto la protesta, iniziata questa mattina, sono stati i lavoratori della Cisl Funzione Pubblica e il Tribunale per i diritti del malato, uniti per impedire il trasferimento dei reparti dall’area vecchia a quella nuova con una riduzione da 164 a 108 posti letto in totale.

«Il trasferimento dei reparti predisposto dalla direzione generale  nasconde dietro l’apparenza della logistica una possibile manovra di smantellamento» ha dichiarato, attraverso un comunicato, il sindacato della Cisl ribadendo inoltre che si parla di «posti letto e reparti che rischiano di non essere mai più restituiti a Sulmona».

Per i tagli alle spese, si prevede anche un possibile licenziamento di 320 precari della Asl aquilana. Al momento dell’occupazione dell’ospedale, al cui interno vi erano il direttore generale dell’Asl Giancarlo Silveri e quello sanitario Libero Colitti, sembra che membri del sindacati si siano presentati nell’ufficio del dirigente Tonio Di Biase e l’abbiano invitato ad andarsene. All’esterno dell’ospedale sono esposti striscioni con le scritte ”Occupato” e ”Ora basta”.

Dall’incontro avvenuto in giornata tra il deputato Maurizio Scelli, il direttore generale dell’Asl de L’Aquila Giancarlo Silveri e il sindaco della città abruzzese Fabio Federico, sono arrivate buone notizie e un accordo sembra esser stato raggiunto. Silveri, infatti, ha deciso di fermare il trasferimento dei pazienti nella nuova area dell’ospedale, annunciando l’istituzione di bandi di gara per l’individuazione di «pazi provvisori. Una soluzione che sembra aver messo d’accordo entrambe le parti, dato che la Cisl ha ritirato la protesta e il sindaco Federico assieme a Scelli si sono dichiarati «soddisfatti della decisione del direttore generale».

Daniela Ciranni