Se Berlusconi torna alla carica di Casini

Si parte dai sondaggi, quelli che il presidente del Consiglio tiene in grande considerazione per misurare il livello di gradimento del potenziale bacino elettorale. Dall’analisi delle stime consegnate ieri al premier è giunta una valutazione inedita, che potrebbe portare con sé conseguenze vistose all’interno della maggioranza.

Nel corso dell’incontro serale svoltosi ieri a palazzo Grazioli con l’ufficio di presidenza del Pdl (alla presenza di tutti i big del partito), Silvio Berlusconi avrebbe rilanciato l’idea di tornare alla carica di Pierferdinando Casini. Il motivo? I sondaggi analizzati ieri dal premier attestavano il centrodestra al 43%, il centrosinistra al 41% e il Terzo Polo in ascesa libera con il 10%, di cui il 6,3% sarebbe la “dote” portata dai centristi guidati da Casini.

Percentuali interessanti, che hanno solleticato l’attenzione del presidente del Consiglio e messo in moto inattesi ragionamenti. Dicono, infatti, che il Cavaliere sia stato ultimamente raggiunto da “voci di corridoio” esplosive, secondo le quali il Pd starebbe “corteggiando” insistentemente Casini in vista di una possibile alleanza elettorale, offrendogli addirittura la presidenza del Consiglio. Un’offerta che il Cavliere vorrebbe rendere vana, rilanciando all’ex delfino una proposta altrettanto allettante.

Secondo i bene informati, infatti, circondato dai fedelissimi, Berlusconi avrebbe ieri svelato le sue carte annunciando l’intenzione di tentare un riavvicinamento con il leader dei centristi teso a rinsaldare la vecchia alleanza. Se ti allei con il centrosinistra – avrebbe pensato di dire il premier a Casini – rischi di perdere buona parte dei tuoi elettori, se invece riallacci l’intesa con noi il risultato elettorale potrebbe essere esaltante. In cambio – secondo i soliti bene informati – il presidente del Consiglio sarebbe disposto a mettere sul piatto il posto più ambito, quello a capo del governo.

“In fondo – avrebbe detto Berlusconi ai suoi – basterebbe solo fargli fare il premier“, senza dare il tempo ai presenti di comprendere se la sua fosse solo una battuta o l’anticipazione di una ferma volontà. Lega permettendo.

Maria Saporito