Spagna: nato primo bebè privo del gene del cancro

Sembra fantascienza invece è realtà. La notizia arriva dalla Spagna dove è nata la prima bambina “geneticamente modificata”. La sua è la storia di una mamma la cui famiglia soffre ormai da generazioni di una malattia che sembra ricorrere tra i suoi membri femminili, il cancro al seno. La donna, dopo essersi rivolta al centro per la riproduzione assistita Puigvert-Sant Pau di Barcellona ha fatto richiesta che nel suo utero venissero impiantati due embrioni privi del gene responsabile della comparsa del tumore per evitare il ripetersi della storia.

Il gene in questione, Brca1, sembrerebbe infatti strettamente legato alla comparsa di tumori in particolare a seno, pancreas e ovaie. L’intervento e la diagnosi genetica sull’embrione sono stati condotti dall’Ospedale Puigvert-Sant Pau di Barcellona all’interno del Programma di Riproduzione Assistita.

La richiesta è stata attentamente esaminata dalla Commissione Nazionale per la Riproduzione Assistita che dopo scrupolose valutazioni ha dato il via libera all’operazione. La legge spagnola infatti consente questo genere di pratica nel caso di accertamento di malattie genetiche gravi. Senza questo tipo di intervento il bambino avrebbe avuto lì80% di possibilità di presentare la mutazione genetica in questione e di ammalarsi durante la vita di cancro. Dei vari embrioni prodotti in laboratorio ne sono stati creati due privi del gene in questione e sono stati impiantati nell’utero materno. Solo uno è sopravvissuto e lo scorso Natale a distanza di nove mesi è nata una bimba.

Una pratica simile è ammessa anche in Gran Bretagna dove la procedura in casi di rischio di malattie gravi è più o meno la stessa: nel Regno Unito, infatti, nel 2009 è nata la prima bambina priva di un gene pericoloso per la sua salute.

Se la scienza non garantisce una cura in vita si cerca di rimediare prima della nascita. La bimba “geneticamente modificata”, insomma, non rischierà in futuro di ammalarsi della grave malattia: passi da gigante quindi per la scienza. Aperto il campo delle discussioni etiche.

Anna Paola Tortora