Tremonti illuminato sulla via di Muti, promette meno tagli alla Cultura

INCONTRO DECISIVO – Come un San Paolo illuminato sulla via di Damasco, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sembra essere tornato sui suoi passi dopo il colloquio con il direttore d’orchestra Riccardo Muti. “Veni, vidi, capii”, ha dichiarato scherzosamente Tremonti, citando a modo suo il divo Giulio. “Ho visto, ho sentito, ho capito e, per quanto è di mia competenza, mi hanno fatto dare la parola“, è stato il suo commento sull’incontro avvenuto al Teatro dell’Opera di Roma con il sindaco Gianni Alemanno e il Maestro Muti.

La “parola” d’impegno a cui si riferisce Tremonti è quella di ristabilire il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), che a causa dei drastici tagli subiti nell’ultimo anno proprio per mano dell’attuale Governo (ben 150 milioni di euro dal 2010) era al centro di numerose proteste da parte degli addetti ai lavori. La serie di iniziative da parte del mondo dello spettacolo è stata impressionante, specialmente negli ultimi mesi: a partire dall’occupazione del red carpet al Festival di Roma e della casa del Cinema, fino all’annunciato sciopero generale (comunque confermato) del prossimo 25 marzo.

“Oggi ho incontrato il presidente del Consiglio e adesso ho incontrato il maestro Muti a cui credo dobbiamo tutti moltissimo anche come conoscenza e riconoscenza”, ha dichiarato Tremonti, memore anche del Va’ pensiero di protesta che ha avuto luogo la settimana scorsa al teatro dell’Opera di Roma. Un momento memorabile, che ha visto pubblico e coro intonare l’aria di Verdi, con una dedica speciale di Muti: “‘la patria sì bella e perduta’ è la patria che perde la sua cultura a causa degli ignominiosi tagli del governo”, aveva affermato in quell’occasione il direttore d’orchestra.

Il Maestro Muti, intervistato da Repubblica, ha reso noto di aver sottolineato alla presenza del Ministro “i problemi e le urgenze del settore, sottolineando la necessità di salvare le istituzioni musicali e culturali in genere, e di prestare molta più attenzione alla cultura tutta, patrimonio irrinunciabile del nostro paese”. “Il ministro mi è sembrato molto disponibile e deciso a risolvere i problemi”, ha aggiunto infine.

Gianni Alemanno – scopertosi ultimamente paladino delle arti e dello spettacolo – non ha usato mezzi termini: “Non si tratta solo di ridare i 27 milioni congelati nei giorni scorsi. Ci vuole ben altro per risolvere il problema del Fus e dei Beni culturali”. Di ben altra foggia, polemica e strettamente personale, è stato il commento di Sandro Bondi, redivivo ministro della Cultura: “Sono lieto e sollevato che Tremonti abbia promesso attenzione al sindaco di Roma rispetto ai problemi della cultura”. Insomma, tutti contenti, anche se ognuno con i propri personali rendiconti e risentimenti. Adesso, dopo le parole, non resta che attendere pazientemente i fatti.

Roberto Del Bove