Unità d’Italia, ‘Avvenire’: “Cattolici parte della storia nazionale”

Dietro i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia non c’è alcun intento di ”ricolonizzare culturalmente” il Nord, né di praticare una ”violenta esclusione della cultura e degli uomini cattolici”. A scriverlo è il direttore di ‘Avvenire‘, Marco Tarquinio, in una lettera di risposta a un lettore pubblicata oggi sul quotidiano della Cei.

”Non mi pare proprio che sia in atto quell’ambizione e questa emarginazione”, spiega il direttore del quotidiano cattolico. ”Mi sembra davvero difficile – prosegue – ‘leggere’ in termini così polemici e desolanti il ‘tempo di festa’ che abbiamo appena inaugurato ufficialmente e che segnerà questo anno 2011”.

L’omelia celebrata ieri alla messa di ringraziamento dal cardinal Bagnasco, il messaggio di papa Benedetto XVI al presidente Napolitano e il discorso tenuto sempre  ieri nell’Aula di Montecitorio dallo stesso capo dello Stato confermano che ”pensare di poter ‘escludere’ i cattolici dalla vicenda comune degli italiani e negarne il ruolo nel processo di unificazione civile e politica non è solo inconcepibile, è anche praticamente impossibile. Primo, perché la storia è storia e nessuno può negare lo straordinario e sapiente amor di patria nutrito dai cattolici italiani. Secondo, perché nessuno può pensare di ridurre i cattolici al silenzio (né su questo né su altro)”.

Tarquinio non nasconde, tuttavia, che questa ”è una tentazione ricorrente a vario proposito (assai spesso su quei temi etici ‘forti’ rispetto ai quali il nostro umanesimo tanto ha da dire). E in certi ambienti e per certi poteri (anche mediatici) è arcigna e irresistibile, ma noi, caro amico – conclude il direttore di ‘Avvenire’ riferendosi al suo lettore – non ci intimidiamo né ci sgomentiamo”.