Unità d’Italia: Napolitano a Torino, parla e si commuove

Continuano le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Oggi una grande folla ha accompagnato la visita a Torino del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Con la moglie, signora Clio, il presidente ha raggiunto Palazzo Carignano per visitare il nuovo allestimento per il Museo del Risorgimento.
Sono qui per rendere merito a Torino, che sin dall’inizio ha creduto in questo evento e ha approntato un programma di celebrazioni che mi ha subito colpito“, ha esordito Napolitano.

Ha preso la parola dopo il sindaco Sergio Chiamparino e il presidente della Regione, Roberto Cota, ricordando il ruolo storico di Torino Capitale e la “straordinaria fusione di italiani del Sud e del Nord” avvenuta nella città piemontese, “che ha contribuito alla grande crescita della nostra economia e della nostra società” dopo la guerra.
Poi si è quasi commosso mentre evocava dal palco “l’umiltà necessaria a chi è chiamato ad alte responsabilità istituzionali“.

Napolitano ha ricordato che “al di là dei cambiamenti di direzione politica della regione Piemonte il nutrito programma per l’Unità è stato condotto a termine nella sua interezza.
“Va a vostro onore
“, ha detto rivolto al sindaco e al governatore.
Un pensiero alle celebrazioni di Roma del 17 marzo: “C’era tanta gente col tricolore che ha riscoperto qualcosa. Dobbiamo ora ritrovare il patrimonio storico e ideale del Risorgimento“.
Anche alcune parole sulla situazione Libica e sulle ultime decisioni prese in ambito europeo: “Non possiamo rimanere indifferenti alla sistematica repressione di fondamentali diritti umani in qualsiasi Paese. Non possiamo lasciare che vengano distrutte, calpestate le speranze, che si sono accese, di un Risorgimento anche nel mondo arabo. Mi auguro che le decisioni da prendere siano circondate dal massimo consenso”.

Matteo Oliviero