Al Teatro Olimpico di Roma le straordinarie coreografie dell’American Ballet Theatre II

L’American Ballet Theatre II approda al Teatro Olimpico di Roma con tutta la straordinaria energia espressiva di una delle compagnie di maggior successo degli ultimi anni. Ospite del Festival Internazionale della Danza, l’ensemble diretta da Wes Chapman porterà in scena, dal 24 al 27 marzo prossimo, un programma molto ricco che si  muove nel panorama della storia della danza americana, spaziando da celebri coreografie dei suoi grandi Maestri, Robbins, Balanchine e Tudor, alle creazioni di nuovi talenti emergenti, come Van Fleteren, Liang e Gates. Ad aprire lo spettacolo “Interplay”, una coreografia di Jerome Robbins creata per l’American Ballet Theatre nel 1948, su musiche jazz di Morton Gould. A seguire “Pavlovsk”, un passo a due di Roger Van Fleteren e musica di Karen LeFrak, e “Allegro Brillante”, creata da George Balanchine nel 1956 su musica Piotr I.

Tchaikovsky. Nella seconda parte, “Ballo per sei” (estratto), coreografia creata per l’ABT II nel 2010 da Edwaarg Liang su musica di Antonio Vivaldi, “Stars and Stripes” (pas de deux) composta 1958 da George Balanchine su musica John Philip Sousa e “Continuo” creata da Antony Tudor nel 1971 sul famoso Canone in re maggiore di Johann Pachelbel. Chiuderà il programma “A Taste of Sweet Velvet”, commissionata dall’ABT II nel 2009, una creazione di Jodie Gates sul secondo movimento della Nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Giunta alla sua quindicesima stagione di attività, l’American Ballet Theatre II vede tra le sue fila giovani ballerini di eccezionale qualità, selezionati in tutto il mondo e vincitori di concorsi internazionali. Il suo vasto repertorio, rivolto principalmente al classico, incentiva anche lo sviluppo di nuovi coreografi e di compositori in erba, comunicando al pubblico mondiale l’emozione di una danza ai più alti livelli.

Valentina De Simone