Libia, Frattini: “Possibili raid da aerei Italiani in caso di violazioni”

Frattini ribadisce la partecipazione dell’Italia alla missione Onu e lascia intendere che  è possibile l’utilizzo di aerei italiani nel caso di una violazione della No fly zone da parte della Libia.I possibili obiettivi dei raid aerei potrebbero essere “postazioni radar o siti della contraerea” libici. Per il ministro “senza l’Italia non si sarebbe potuto compiere l’intervento, fondamentale per la salvaguardia di vite innocenti, perché le basi militari italiane saranno la chiave per realizzarlo“.
Il tutto contando sulla copertura della Nato contro ogni tipo di pericolo: “Si tratta della migliore garanzia contro un’eventuale rappresaglia di Tripoli” spiega il ministro.

Ma su queste decisioni di politica estera il governo si è praticamente spaccato in due, in quanto la Lega era assente e non ha partecipato ad alcuna decisione. L’intesa quindi è bipartisan, con l’astensione dell’Italia dei Valori e del gruppo dei Responsabili.
La posizione della Lega è vicina a quella della Germania”, aveva ricordato Bossi.

Intanto è stata chiusa l’ambasciata a Tripoli e il personale è stato trasferito in Italia con un aereo.L’Italia è quindi pronta a qualunque intervento che non comporti la presenza di militari italiani sul suolo libico, dunque è disponibile anche a missioni aeree per far rispettare la ‘no-fly zone’. Una linea condivisa anche dalle opposizioni in Parlamento, mentre è contrario il Prc-Rifondazione della sinistra e anche la Cgil, che non vuole l’uso di “strumenti di guerra“. Perplessità sono state espresse anche dal Carroccio:

La situazione potrebbe evolvere molto velocemente: “Il cessate il fuoco non reggerà“, dice Frattini: “In Libia ci saranno degli attacchi“. Ma l’attuazione di una no-fly zone non può restare estranea alla Nato, “perché tre o quattro paesi non possono da soli esercitare un controllo capillare della zona“, spiega il ministro della Difesa Ignazio La Russa, aggiungendo che il governo chiederà alle Camere l’autorizzazione ad aderire alla coalizione dei volenterosi, per la Libia, che dovrebbe unire Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e alcuni paesi arabi, e potrebbe attivarsi, secondo La Russa, concretamente in tempi ridotti.

Matteo Oliviero