MotoGP, al via il mondiale targato 2011

MotoGP, al via il mondiale targato 2011 – Eccoci di nuovo qui. A rivedere le foto dell’ultimo Gp pare passato un decennio, invece sono bastati pochi mesi e tutto è incredibilmente cambiato. Dai colori, alle casacche sino agli stessi valori in pista. Non stiamo assistendo ad un proseguo di quello che è stato, bensì ad una nuovo capitolo che culminerà con il ritorno delle 1000cc a posto delle attuali 800cc. Scopriamo quindi punto per punto questo nuovo campionato, capendo finalmente il perché vi sia tutto intorno questa spasmodica attesa, che rende l’aria frizzante e viva.

IL DOMINIO HONDA – Partiamo da quelli che sia sulla carta che nei fatti sono i favoriti. L’immensa flotta del colosso giapponese si prepara ad una vera e propria marcia trionfale già dalla prima gara, grazie ad un vivaio di piloti tanto veloce quanto preparato. Il migliore ovviamente è Casey Stoner, il canguro mannaro capace di cucirsi addosso la RC212V divenendo per tutti inarrivabile. Il suo comportamento nei test ma soprattutto nelle prove libere è stato perfetto, sempre primo, sempre autore di un nuovo record, sempre invincibile. Continuando così il mondiale sarà suo proprio come nel trionfale 2007, ove annichilì la concorrenza senza possibilità di appello. Insegue col fiatone Dani Pedrosa, bravo a resistere alla furia dell’australiano ma forse non pienamente in grado di reggere un confronto diretto. Il tabellone dei tempi lo vede in seconda posizione, ma l’impressione è che la vittoria sia oltre le sue possibilità. Chiudono i due italiani Dovizioso e Simoncelli, con Andrea che interpreta la parte dello spettatore inerme dato il suo terzo tempo a più di sette decimi dal primo, mentre Marco una volta và forte, l’altra si perde tra gomme ed assetti. Certamente però la casa dell’ala vuole riconquistare la corona, e impedirglielo sarà tutt’altro che semplice.

YAMAHA TORNA AD INSEGUIRE – E’ finita la pacchia. Rossi se ne è andato e la M1 non è più la moto da battere, scalzata dagli eterni rivali giapponesi. Se ne è pienamente accorto Jorge Lorenzo, tornato ad avere i lunghi musi proprio come in 250 e particolarmente infastidito dal nuovo compagno di squadra Spies, tanto chiuso e timido nella vita ma dannatamente aggressivo e convincente in pista. Il campione del mondo però non ha perso la maestria alla guida ed il podio è un obbiettivo alla portata, mentre per vincere occorrerà fare uno step successivo che ancora manca. Se poi sarà lo spagnolo o l’americano a compierlo questa è un’altra storia, fatto sta che il clima all’interno del box non è per nulla cordiale e quel famoso muro divisore è rimasto in piedi. Si prevedono interessanti scenari.

DUCATI IN DIFFICOLTA’ – Sarebbe piaciuto a tutti vedere subito competitivo Valentino, a difendere la nostra bandiera ed il made in Italy in un palco importante come quello del motomondiale, ma non è stato così. I test sono stati un continuo travaglio e delusioni, tra tempi che non uscivano e malanni di vario genere. Vale alla fine si è presentato alla prima gara con ancora troppi dubbi e non completamente guarito, fattori che non li permetteranno grandi risultati, almeno (si spera) nella prima parte della stagione. Il binomio dei sogni quindi si dovrà accontentare delle briciole, puntando ad un miglioramento quando vi sarà più feeling tra moto e piloti. Male anche il Hayden, addirittura più lento del suo nuovo compagno di box. Segnali incoraggianti invece per il team satellite Pramac. De Puniet e Capirossi sono dentro i primi dieci, davvero una ottima cosa considerando le disastrose stagioni passate. Per vedere però trionfare nuovamente la Desmosedici occorrerà attendere per chissà quanti mesi ancora.

Triste nota infine per la Suzuki, costretta a saltare la prima gara causa rottura del femore di Bautista dopo una brutta caduta. La griglia cosi si ritrova con appena sedici partenti, una vera miseria.  Le premesse sono tutti qui. Domenica più che sorprese si aspettano conferme visto che i valori attuali sembrano essere già ampiamente definiti. Poi ci stanno i colpi di scena o le rimonte dei fuoriclasse, purtroppo merce sempre più rara in una categoria dominata dall’ elettronica e calcoli. Vedremo cosa ci ha riservato il destino, l’importante sarà non perdere questo appuntamento. Parliamo sempre della classe regina e in un modo o nell’altro saremo tutti ricompensati.

Riccardo Cangini