Pronostico Serie A 30^ Giornata, Lazio-Cesena

Complice il ko nel derby, i biancocelesti, che domenica hanno perso la quinta stracittadina consecutiva, sono usciti dalla zona Champions League.
Per quanto il rendimento di Hernanes e compagni rimanga superiore alle aspettative della vigilia, tra la tifoseria ed Edy Reja non c’è più il feeling di qualche tempo fa.
Imbattuto da 4 turni, il Cesena, grazie al pareggio in rimonta con la Juventus ha staccato il Lecce e agganciato il Parma. Per la matricola bianconera la strada verso la salvezza è ancora lunga, ma i ragazzi di Ficcadenti, che a metà febbraio sembravano retrocessi, si stanno dimostrando competitivi.

Le ultime: Reja ha deciso: Sculli in campo regolarmente, niente riposo per lui. Kozak va in panchina. Oltre ai tre squalificati, il tecnico biancoceleste perde anche Brocchi, fermato dall’influenza e non convocato. Out anche Floccari. Nel Cesena Ficcadenti perde Rosina e lancia Malonga dal primo minuto. Panchina per Santon. Nemmeno convocato Budan. L’allenatore bianconero deve sciogliere solo il dubbio del modulo: 4-3-3 o 4-3-1-2.

Dichiarazioni: Brucia ancora la sconfitta, ma Reja vuole cancellarla: “L’amarezza è quasi passata, vinciamo col Cesena e raggiungiamo la Champions. I tifosi della Lazio devono essere orgogliosi della Lazio per quello che ha fatto in questa stagione, a noi non ha regalato niente nessuno. Voglio far sapere ai nostri tifosi che i 51 punti fatti dalla Lazio in questo campionato sono tutti meritati sul campo al 100%, mentre in altre situazioni e per altre squadre non si può dire la stessa cosa. La Roma? In questo discorso ci stanno dentro anche i nostri cugini e non parenti”.  Intanto domani Reja deve affrontare l’emergenza a centrocampo fra infortuni e squalifiche. Quest’ultime sono il fardello pesante del derby: “Dobbiamo fare mea culpa perché siamo usciti solo noi con le ossa rotte. Ma chi scenderà in campo domani, darà il massimo. Inizia un altro campionato”. Out anche Brocchi, si torna al 4-3-1-2.

Pronostico: 1

Fonte: La repubblica

Riccardo Basile