Roberto Cota contestato a Torino

Nella lunga giornata che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha trascorso a Torino per festeggiare il 150esimo compleanno dell’Italia unita, il governatore Roberto Cota ha cercato di stargli accanto il più possibile. Ma mentre il capo dello Stato ha raccolto ampi consensi da parte della gente che sventolava i tricolori, il presidente della Regione Piemonte ha spesso dovuto fare i conti con i fischi e le indesiderate contestazioni.

Come quelli che si sono levati dalla platea del Teatro Regio di Torino, quando il governatore ha pronunciato il suo discorso ufficiale sulle celebrazioni, soffermandosi sull’inopportunità di incentivare sterili polemiche o strumentalizzazioni che hanno investito il suo partito. “Le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – ha detto il leghista – possono avere un autentico significato, se non vengono utilizzate per fare polemica politica, strumentalizzando i simboli in un’assurda corsa su chi è più presente e chi è meno presente”.

“Questo atteggiamento – ha continuato il governatore del Piemonte – è un segnale di debolezza da parte di chi lo assume, che però si riverbera negativamente sulle istituzioni. Si rischia di arrivare al paradosso di negare il rispetto per le diverse idee e sensibilità, che è il traguardo raggiunto – ha precisato Cota – dalla lotta di liberazione nella costituzione del ’48”.

Parole con le quali il presidente dei piemontesi ha tentato di spegnere le polemiche alimentate da coloro che hanno criticato la scarsa partecipazione degli esponenti del Carroccio alle celebrazioni previste per i 150 anni dell’Italia unita, ma che non hanno convinto parte dei presenti che, nonostante l’istituzionalità del momento e del luogo, hanno deciso di intonare qualche “buu” e qualche fischio all’indirizzo del governatore. Il brusio incalzante che ha fatto da sottofondo alle parole “incriminate” del leghista, lo ha quindi spinto a replicare seccamente: “Ecco – ha notato Cota – questo ne è un esempio”.

Maria Saporito