Tatti Sanguineti: ritrovate due pellicole perdute di Walter Chiari

Tatti Sanguineti ha annunciato il ritrovamento di due pellicole che vedono protagonista l’indimenticato Walter Chiari, attore, presentatore, figlio splendidamente ripulito dai residui del cosiddetto “teatro di rivista”. Trattasi di due opere mai proiettate in televisione e, soprattutto, assenti da ogni cineteca: Vanità (1947) film d’esordio di Chiari, tratto dalla commedia di Bertolazzi “La gibigiana” con Dina Galli ed Enrico Ruggeri ed il remake del capolavoro del film di Camerini “Gli uomini, che mascalzoni!” è stato mantenuto il medesimo titolo, film del 1954 diretto da Glauco Pellegrini, con Walter Chiari, Antonella Lualdi e Myriam Bru.
Chi meglio di Sanguineti, noto autore, critico cinematografico e attore, amico di Chiari, poteva darne annuncio?

Racconta il noto critico circa l’amico scomparso :«Lo conobbi nel 1983. Lui era sul viale del tramonto, ma mi cambiò la vita». Lucide analisi su un professionista, ma soprattutto, su un amico, emergono dalle frasi con le quali Sanguineti tratteggia Chiari:«Diceva sempre che il cinema non faceva per lui. Era un lamento istintivo, ma che aveva una sua ragione: Walter temeva sopra tutto la noia, e i tempi morti del cinema, dalle prove luci al trucco, erano per lui letali. Semplicemente, Walter non prendeva sul serio il cinema, gli preferiva senza dubbio il varietà».

Newnotizie ha avuto l’onore di intervistare Sanguineti durante la passata edizione della Mostra del Cinema di Venezia; a telecamere spente, chiacchierando in viuzze limitrofe al Lido, il nome di Walter Chiari è giunto puntuale sulla bocca di Tatti il quale aveva un sorriso agrodolce, come quando si parla di un qualche animale strano e selvatico che in pochi sono riusciti ad avvicinare. Non sono traducibili in modo diverso le sensazioni che quel sorriso, quei racconti così poetici e stralunati, quella consapevolezza di essere stato fra i pochi ad aver intravisto la vera natura della fenice misteriosa, scatenassero. Una fenice forse nemmeno difficile da avvicinare: il compito arduo era piuttosto cogliere la bellezza della beffa perenne in bilico tra risata boccaccesca e tragedia che si agitavano in Chiari.

Valeria Panzeri