Di Pietro apre la campagna referendaria

A fare da sfondo la bellissima piazza Navona, eletta ancora una volta luogo simbolo della contestazione popolare. Ad animare la manifestazione organizzata ieri dall’Idv per aprire la campagna a favore dei quesiti referendari dei prossimi 12 e 13 giugno sono stati in tanti: dai politici agli intellettuali, dai vip ai tecnici. Tutti uniti sotto un unico slogan: no al nucleare, scandito a gran voce per rimarcare al governo la volontà di percorrere strade alternative.

DI PIETRO: “DAL GOVERNO SOLO SCIACALLAGGIO” – “Che vuol dire dobbiamo riflettere? – si è domandato Di Pietro riferendosi alla marcia indietro innescata negli ultimi giorni dai nuclearisti – Se il nucleare non lo vuoi fare devi fare una legge, altrimenti vuoi solo scavallare il referendum. Vogliono imbrogliare i cittadini dicendo che fanno una riflessione e dopo il 12 diranno: faremo le centrali più sicure. Sono loro che fanno sciacallaggio – ha continuato l’ex togato – loro oggi dicono che bisogna uscire dal nucleare perché se no si perdono le elezioni. Noi abbiamo raccolto le firme un anno fa, quando il Giappone non c’era”.  Da qui l’appello accorato a onorare l’appuntamento referendario: “Chiediamo ai cittadini – ha ripreso il leader dell’Idv – di andare a votare per il referendum e di mettere una pietra tombale su una scelta scellerata che non guarda al futuro ma al passato. Quando sono state fatte le centrali negli altri Paesi si pensava potessero risolvere i problemi. Ora, invece, ci sono altre fonti di energia. Con le centrali – ha notato Di Pietro – avremmo solo tanto pericolo in un Paese a forte rischio sismico e con scorie che non sapremmo come smaltire: il gioco non vale la candela“.

DE MAGISTRIS RINCARA LA DOSE – A dare man forte al “capo” anche l’europarlamentare (e aspirante sindaco di Napoli) Luigi De Magistris: “L’Italia dei valori – ha ricordato – da sempre, e non solo ora sull’onda emotiva del Giappone, ha detto di no al nucleare. Solo menti criminali possono pensare di dire sì al nucleare. In Italia bisogna puntare su tutt’altro: sulle energie rinnovabili, sul solare, sul fotovoltaico. Credo che gli italiani ancora una volta – ha concluso l’ex magistrato – diranno no al nucleare”. Più “muscolare” l’intervento del numero uno dei Verdi, Angelo Bonelli, che nel rimarcare l’importanza di andare a votare per scongiurare il rischio di un ritorno al nucleare nel nostro Paese, ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell’oncologo Umberto Veronesi, responsabile dell’Agenzia per la sicurezza del nucleare.

IL SILENZIO DEL TG1 – E nella serata di ieri il portavoce del partito, Leoluca Orlando, ha fortemente polemizzato contro il Tg1 di Augusto Minzolini che ha omesso di parlare del grande raduno capitolino: “È inammissibile – ha detto – che il Tg1 questa sera non abbia nemmeno menzionato l’Italia dei valori che oggi ha aperto la sua campagna referendaria in piazza Navona. Dopo l’esposto presentato dall’Agcom continuano le ritorsioni di Minzolini nei nostri confronti. Ancora una volta il direttore del Tg1 – ha continuato il dipietrista – ha censurato la scomoda voce dell’Idv e ha oscurato così i tantissimi cittadini che questo pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) sono scesi in piazza per difendere la Costituzione e per esprimere la propria contrarietà alla follia nuclearista del governo e alla privatizzazione dell’acqua. Un vero schiaffo al pluralismo e ai telespettatori che pagano il canone e che – ha concluso Leoluca Orlando – hanno il diritto di essere informati correttamente”.

Maria Saporito