La guerra in Libia entra nel secondo giorno. Per ora sospesi i raid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40

Cessati i bombardamenti: I bombardamenti compiuti nella notte dalla coalizione internazionale contro gli obiettivi militari del colonnello Gheddafi sono stati sospesi, questa mattina, a Tripoli e Bengasi, roccaforte dei ribelli nell’est della Libia. I residenti, che ieri erano fuggiti dalla città a causa dell’attacco delle forze fedeli a Gheddafi, stanno lentamente ritornando a casa.

Generale Clark: “La risoluzione dell’Onu è nettissima riguardo all’obiettivo finale: sbarazzare la Libia del dittatore Muhammar Gheddafi. Per questo il Consiglio di sicurezza ha autorizzato il ricorso a ogni mezzo, salvo l’occupazione militare del Paese. In breve tutto è lecito, o quasi”. Lo dice a Repubblica il generale Wesley Clark, ex comandante supremo delle forze Nato durante la guerra del Kosovo.

Bagnasco, soluzione rapida: “Speriamo che si svolga tutto rapidamente, in modo giusto ed equo, col rispetto e la salvezza di tanta povera gente che in questo momento è sotto gravi difficoltà e sventure. Preghiamo per la salvezza del popolo libico”: lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco stamani in visita pastorale alla Chiesa di Nostra Signora del Rimedio in piazza Alimonda a Genova commentando l’inizio dei bombardamenti sulla Libia.

L’unione africana: Dopo il parere negativo di Cina e Russia, il comitato dell’unione africana sulla libia ha chiesto oggi “la fine immediata di tutte le ostilità” in questo paese, in cui la coalizione internazionale ha iniziato i bombardamenti aerei contro il regime”. Alla fine di una riunione di quattro ore, i membri del comitato, composto da capi di stato africani, hanno pubblicato un comunicato con il quale chiedono anche “la cooperazione delle autorità libiche interessate per facilitare l’assistenza umanitaria alla popolazione che ha bisogno“.

Bombardamenti, almeno 48 morti: I primi bombardamenti di ieri hanno causato almeno 48 morti e circa 150 sono feriti: è quanto ha riferito una fonte ufficiale libica. “Quarantotto persone sono morte, 26 di queste a Tripoli“, ha confermato la fonte, precisando che si tratta soltanto di un bilancio provvisorio.

Matteo Oliviero

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