Draghi favorito alla presidenza della Bce

Mario Draghi è il favorito nella corsa a succedere Jean-Claude Trichet alla guida della Bce, e nemmeno il suo passato a Goldman Sachs può considerarsi come un ostacolo all’investitura.

È quanto ha scritto Reuters, spiegando che i trascorsi del governatore di Bankitalia con il colosso creditizio Usa non nascondono nulla di ”sinistro”. ”E uno dei migliori banchieri che ho conosciuto a Goldman”, ”Bravissimo, molto intelligente, ha sempre operato con onestà e correttezza”, e, ancora, il ruolo principale di Draghi a Goldman era quello “di conquistare nuovi clienti attraverso i suoi tanti contatti”, scrive l’agenzia citando fonti che al tempo collaboravano con il numero uno del nostro istituto centrale.

Dopo l’uscita di scena, a sorpresa, del presidente della Bundesbank, Axel Weber, il governatore di Bankitalia è emerso come il candidato più forte per sostituire Trichet. Addirittura il Financial Times si è schierato esplicitamente per Mario Draghi e non è capitato così tanto spesso nella storia del quotidiano Usa una presa di posizione così netta.

Questa volta nemmeno i massimi dirigenti della testata finanziaria hanno saputo resistere:  il governatore della Banca d’Italia “è l’uomo giusto per guidare la Bce”. La celebre firma  Wolfgang Munchau, in un editoriale, ha spiegato come, nonostante non sia una buona abitudine sostenere un candidato, per Draghi si possa proprio fare un’eccezione.

Per l’istituto centrale europeo, secondo il quotidiano, “ci vuole una figura che abbia queste caratteristiche: essere un banchiere centrale di esperienza, avere una profonda comprensione dei meccanismi dell’economia finanziaria e monetaria, conoscere bene il sistema finanziario, essere in grado di creare consenso e avere buone capacità comunicative, riuscire a tener testa ai leader politici potenti come quelli di Francia e Germania, essere credibile agli occhi degli investitori globali”, e Draghi, per il Financial Times, è l’unico ad avere tutti questi requisiti, specie dopo la rinuncia di Weber.

Gli altri pretendenti, ora, rimangono Yves Mersch, presidente della Banca nazionale del Lussemburgo, Erkki Lukanen, numero uno della Banca centrale di Finalndia, e Klaus Regling, responsabile dell’European financial stability facility (Efsf).

Marco Notari