Luigi Muro: un pidiellino alla corte di Fini

Il deputato Luigi Muro ha ieri ufficializzato la decisione di abbandonare il Pdl per approdare al partito di Gianfranco Fini. Una scelta dettata non dal mero calcolo, ma “dal cervello e dal cuore”, come ha sottolineato il neo futurista. All’Assemblea nazionale di Fli che si è svolta ieri a Roma, intanto, il vicepresidente Italo Bocchino ha ribadito il progetto di una destra nuova, alternativa alla sinistra, e ha polemizzato sul ruolo periferico assunto dall’Italia nella gestione della crisi libica. Ma ad infiammare la platea è stato Giuseppe Consolo: “Stiamo portando la primavera in politica – ha detto – e ci misureremo a testa alta con le sfide che ci attendono”.

Luigi Muro: dal Pdl a Fli solo andata – La direzione per una volta è stata invertita: il deputato campano Luigi Muro, ha infatti deciso di abbandonare il partito di Silvio Berlusconi per approdare a quello retto dal presidente della Camera. Una scelta ufficializzata ieri, nel corso della prima Assemblea nazionale di Fli. Muro – che ha preso il posto di Domenico De Fiano, passato al Consiglio regionale della Campania – riporta a 29 il numero dei finiani presenti nell’Aula di Montecitorio. “Inizia una traversata nel deserto, a piedi – ha commentato ieri l’ex pidiellino – La mia scelta non è di mero calcolo ma politica: credere nel progetto di Gianfranco Fini. Ho voluto non scappare. Ho parlato con il presidente Berlusconi e i coordinatori del partito, a loro ho detto che non potevo proseguire il cammino del Pdl perché sono un umile rappresentante di una classe dirigente del Sud che non vuole prebende. Le traversate nel deserto – ha rimarcato Muro – fanno bene per chi ha gambe forti e cuore. Il mio cuore e il mio cervello mi hanno imposto di venire in Futuro e Libertà. Non so se sarò rieletto deputato – ha concluso – ma non l’ho fatto fino a cinquant’anni e posso anche non farlo più”.

Italo Bocchino: “Noi, ultimi a scaricare Gheddafi” – “Stiamo costruendo il partito che abbiamo promesso agli italiani – ha scandito ieri nel corso dell’Assemblea nazionale il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino – un partito della partecipazione e della grande alternativa alla sinistra. Solo noi possiamo essere il partito della Nazione. Hanno tentato di scatenare una campagna per farci apparire in stato comatoso ma non ci sono riusciti”. E allargando lo sguardo alle vicende internazionali, il finiano di ferro ha polemizzato sulle scelte tardive operate dal governo italiano alle prese con la crisi libica: “Il ministro La Russa – ha ricordato Bocchino – ha detto che l’Italia non può fare l’affittacamere per le forze militari che attaccano la Libia. A me sembra che rischiamo di diventare l’albergo a ore della comunità internazionale. C’è un fallimento della politica internazionale del governo, perché prima del petrolio e del gas – ha precisato l’esponente di Fli – ci interessa l’Italia. Siamo stati gli ultimi a scaricare Gheddafi. Se la nostra condotta fosse stata più seria, l’Italia avrebbe mandato i suoi aerei e sarebbe stata al comando della missione. Ma hanno fatto troppe cose con Gheddafi e non si può passare in tre mesi – ha concluso caustico il vice di Fini – dal baciamano ai bombardamenti”.

Giuseppe Consolo: “Con Fli primavera in politica” – A riportare l’attenzione dei presenti sulle faccende interne ci ha pensato invece Giuseppe Consolo: “All’Italia serve un nuovo centrodestra – ha detto – basta con i pensieri brevi e le idee a corto raggio. Basta con la ‘politica fiction’, che si limita agli annunci senza risolvere i problemi della gente. Il nostro obiettivo è svegliare la speranza. Stiamo portando la primavera in politica e ci misureremo a testa alta con le sfide che ci attendono, tirando fuori l’orgoglio. Vogliamo dare voce – ha continuato Consolo – a milioni di persone per le quali i problemi più urgenti non sono rappresentati dalle feste e dalle cene ma consistono in cosa mettere a tavola per i propri figli. La nostra forza non siamo noi parlamentari ma sono i circoli. Le persone, la militanza di cuore e di pensiero, la proposta che nasce dal territorio e sa farsi progetto. Ecco perché dico – ha concluso il finiano -torniamo uniti alla nostra vera casa, al vero centrodestra e lottiamo per una nuova idea del Paese”.

Maria Saporito