Yara: come la politica strumentalizza il delitto di Brembate

Omicidio Yara – Il giallo di Brembate sembra ancora molto lontano dalla soluzione, il che era anche prevedibile. La storia italiana, più o meno recente, parla chiaro: la maggior parte dei delitti che sono giunti sotto la luce dei riflettori dei media, per l’alone di mistero che li avvolge o per altre contingenze, non sono mai stati risolti in breve tempo. Come se un oscuro sceneggiatore si divertisse a trasformare in best seller alcune vicende nate a partire dal dolore di pochi.
Chi ha ucciso Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre e poi ritrovata morta a fine febbraio, rischia di diventare un tormentone simile a quello di lynchiana memoria riguardante Laura Palmer, la vittima attorno a cui ruotava la serie tv Twin Peaks, divenuta famosa nei primi anni novanta quando ancora la piccola ginnasta bergamasca non era nata.

La politica che usa Yara per difendere Berlusconi. Nello stesso momento, il numero di coloro che sfruttano l’immagine della giovane vittima sembra crescere di settimana in settimana: se nei primi giorni di marzo avevamo fatto notare come prima Vittorio Sgarbi e poi Daniela Santanchè avessero utilizzato la vicenda di Yara per lanciare un attacco alla magistratura, oggi è stato il turno di Mario Mantovani, senatore in quota Pdl e sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nell’attuale governo Berlusconi.
Intervenendo nell’aula in cui, in questi giorni, è ripreso il processo milanese sul caso Mills che vede il presidente del Consiglio accusato di corruzione, Mantovani ha dichiarato: «Perché i magistrati non prendono gli assassini di Yara o risolvono il caso di Avetrana invece di processare Silvio Berlusconi?». Astenendoci dal commentare in termini prettamente giuridici le parole del sottosegretario, per evitare di infierire su un certo tipo di difesa pubblica in cui si cimentano certi estimatori del Premier, verrebbe da chiedersi se da un punto di vista etico le continue strumentalizzazioni di storie private, come quelle che hanno visto protagoniste Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, siano ancora accettabili.
Specialmente quando a esibirsi nei suddetti eloqui sono personaggi che soltanto qualche mese fa pubblicavano opere dai titoli improbabili come Carità, Verità e Buongoverno. Il magistero di Benedetto XVI e l’azione del governo Berlusconi.
Vero, senatore Mantovani?

Simone Olivelli