Bce contraria a Eurobond. Europa dovrebbe imparare di più dalla crisi

Nuova bocciatura illustre per gli Eurobond. Dopo la Germania è la Banca centrale europea, attraverso le parole del suo presidente Trichet, a ritenere la proposta più volte avanzata dal ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti e dal premier lussemburghese e presidente dell’eurogruppo Jean Claude Juncker come “non auspicabile”, specie alla luce della lezione che questa crisi avrebbe dovuto impartire a tutti i Paesi. Sembra certo, tuttavia, un aumento dei tassi entro il prossimo aprile.

“La Bce non è favorevole agli Eurobond o ad euro obbligazioni garantiti dai governi su base congiunta e nelle attuali circostanze” ha dichiarato il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, intervenendo a Bruxelles in Commissione nella riunione straordinaria tenutasi ieri per affrontare i problemi economici e monetari. Gli Eurobond, dunque, delineati da Tremonti e Juncker come l’arma stabile dell’Eurozona contro le crisi e garanti della stabilità della moneta unica, non sono auspicabili, almeno “non nell’attuale quadro istituzionale – ha aggiunto Trichet – e finché non saranno fatti grandi passi in avanti dal punto di vista della governance collegiale e della sorveglianza delle politiche di bilancio”.

Il presidente della Bce non ha risparmiato critiche anche al cosiddetto pacchetto anticrisi, sul quale l’Unione sta arrivando a un accordo. Per Trichet si  tratterebbe di un insieme di misure insufficienti, che confermerebbero come “non si traggono tutti gli insegnamenti della crisi”. L’Ue, ha sottolineato il presidente dell’istituto centrale europeo, dovrebbe fare molto di più per combattere la crisi dei debiti sovrani. “Molto rimane da fare e tanti sono i passi ancora da compiere”, il suo monito.

Per ora i Paesi Ue hanno raggiunto un accordo sulla possibilità del cosiddetto “Fondo salva-Stati” di acquistare bond dei Paesi in difficoltà sul mercato primario, ma, per Trichet, il Fondo in futuro “dovrà essere in grado di utilizzare tutta una serie di strumenti per arginare ogni possibilità di contagio in situazioni gravi sul fronte dei debiti sovrani. E se necessario dovrà intervenire anche sul mercato secondario” dei titoli di Stato. “La posizione della Bce è che il Fondo, sia quello attuale sia quello futuro, vada migliorato in quantità e in qualità. Riguardo alla quantità mi sembra commisurata a quanto avevamo in mente. Riguardo alla sua flessibilità, non è in linea con le nostre raccomandazioni”.

La crisi avrebbe dovuto insegnare a tutti l’importanza di avere un “adeguato coordinamento, a livello europeo e globale, sulle regole del diritto fallimentare”. “E’ un punto molto importante – ha rimarcato Trichet – che viene considerato così a livello mondiale, dal Fsb e dal Comitato di Basilea”. “È importante fare progressi in questo campo. Non è facile ma c’è il pieno sostegno della Banca centrale perché è un campo importantissimo per evitare nel futuro altre gravissime difficoltà. Lo abbiamo visto con il fallimento di Lehman Brothers e le diverse regole tra New York e Londra. Non è un problema solo europeo, ma mondiale”.
 
Il presidente della Bce, per quanto consideri il livello di disoccupazione attuale “non accettabile” e auspichi un aumento della concorrenzialità per creare posti di lavoro e aumentare la qualità di vita degli europei, ritiene che la ripresa stia concretizzandosi. “Gli ultimi dati confermano che l’attuale slancio dell’economia europea prosegue e continua a giovarsi della ripresa dell’economia mondiale”. Ma Trichet non manca di mettere in guardia sulle “grandi incertezze” che restano, “legate soprattutto all’inflazione” e agli “effetti di secondo round” di un’inflazione elevata, con un’impennata ulteriore dei prezzi e anche dei salari.

In merito alla politica monetaria e ai tassi di interesse, Trichet ha dichiarato di non aver “nulla da aggiungere” a quanto dichiarato a inizio mese, nonostante le attese di un ripensamento della Bce nelle sue strategie sui tassi di interesse in seguito ai tragici eventi che hanno colpito il Giappone. In particolare, a inizio marzo il consiglio direttivo della Banca centrale europea aveva manifestato la volontà di sancire un rialzo dei tassi di interesse già il mese successivo, aprile.

“Seguiamo da molto vicino tutto ciò che accade a livello di economia giapponese e l’impatto sui partner del Giappone. Di solito, di fronte a una catastrofe del genere c’è prima di tutto un calo delle attività, a cui poi segue una ripresa legata alla ricostruzione”. “Seguiamo con attenzione anche l’aspetto nucleare – ha chiuso Trichet – che non riguarda solo il Giappone ma ha dimensioni globali”.

Marco Notari