Lampedusa, Fazio: “no rischio epidemie”

Nessuna epidemia, “tutto sotto controllo”. Sono ormai 6 mila gli immigrati a Lampedusa e il sindaco dell’isola lancia l’allarme di una possibile epidemia dopo gli sbarchi dei giorni scorsi sull’isola siciliana. Ma ribattono gli esperti: “tutto sotto controllo”. L’allarme è stato smentito da una dichiarazione ufficiale del ministro della Salute Ferruccio Fazio: “Nessun rischio immediato per la salute, né di epidemie particolari”. Diventa sempre più urgente la questione dell’immigrazione sull’isola di Lampedusa, ormai al collasso tra continui sbarchi di migranti provenienti dal Nord Africa e proteste degli abitanti che chiedono il trasferimento degli immigrati presso altri siti. Quello dell’igiene è l’ennesimo problema che va ad aggiungersi alla questione della sicurezza e dell’ordine pubblico. La situazione a Lampedusa. Mancano acqua per lavarsi e cibo, i migranti dormono stipati a terra, alcuni all’aperto in mezzo alla spazzatura, non hanno i vestiti per cambiarsi.

Commenta il sindaco Dino De Rubeis: “il rischio di un’epidemia non è più un’ipotesi remota”. La situazione non è allarmante per Cono Galipò, responsabile di Lampedusa accoglienza, la cooperativa che gestisce il Centro di primo soccorso e accoglienza: “Non c’è nessun rischio di epidemie all’interno del Centro di primo soccorso di Lampedusa. Da un punto di vista sanitario è tutto sotto controllo. Certo, qualche problema gestionale c’è, dal momento che ospitiamo circa 2.200 immigrati in una struttura che ne può accogliere 850. Ma ripeto, da un punto di vista sanitario non c’è nessuna emergenza“. Non ci sarebbero pericoli sanitari anche per Aldo Morrone, già direttore dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà. “Chi parte oggi è sano e giovane, questo a differenza del passato. Chi arriva in Italia affronta viaggi brevi, in condizioni precarie, ma migliori rispetto ai migranti che sbarcavano nel 2008-2009″. Cri e Regione. A Lampedusa ci sono la Croce Rossa e la Regione Sicilia, che hanno già un piano e tengono sotto controllo l’evolversi della situazione. Il Ministro Fazio ha specificato inoltre “per qualsiasi tipo di problematiche noi siamo sempre pronti al coordinamento. Il problema è che andrebbe fatto un coordinamento europeo”.

Adriana Ruggeri