Liberia, muore il giovane nazionale Doeplah: giocava in Israele

Muore giovane calciatore liberiano – Siamo davanti all’ennesima tragedia di cui il mondo del calcio non aveva bisogno: il giovane attaccante Patrick Doeplah, 20 anni, nazionale liberiano, è morto, per cause ancora sconosciute, nella sua camera d’albergo.
Il ragazzo è stato trovato senza vita da alcuni dirigenti della nazionale olimpica liberiana, con la quale Patrick avrebbe dovuto disputare un match di qualificazione ai Giochi di Londra 2012.
Preoccupati perché non lo avevano visto fare colazione con il resto del gruppo, i dirigenti hanno bussato alla porta della camera di Doeplah e, insospettiti dal silenzio, hanno deciso di sfondare la porta. E hanno fatto la drammatica scoperta.

La carriera – Appena ventenne, Doeplah era cresciuto nelle formazioni giovanili del Gardensville e del Roots, prima di scoprire il calcio dei grandi militando dapprima nel Mighty Barrolle e poi nella compagine del Liscr. E’ qui che lo sfortunato attaccante si mette in mostra, meritandosi le attenzioni dell’Asante Kotoko, importante team ghanese. Ma Patrick preferisce le avances degli israeliani dell’Hapoel Kfar Saba, militanti nella Serie B locale. Nella prima stagione segna 8 gol in 32 partite e convince la compagine ad acquistarlo a titolo definitivo. Nella seconda, che non porterà mai a termine, segna 9 gol in 23 presenze.
Per lui anche 2 apparizioni nella Nazionale maggiore della Liberia, dalla quale era stato lasciato in “prestito” alla giovanile proprio per giocare le qualificazioni olimpiche.

Lutto recente – Il calcio africano si era, solo da poco, ripreso dallo choc per la scomparsa (questa avvenuta in campo) del 21enne nigeriano Emmanuel Ogoli, morto durante una partita di campionato.
Due morti diverse, una radice comune? Purtroppo, in posti come questi, dove le attrezzature sanitarie non sono di livello ottimale, i controlli fisici sugli atleti non possono essere accurati come quelli effettuati nel resto del mondo. Tutti ricordano il caso Kanu, acquistato dall’Inter, che, in Italia, scoprì di avere una grave disfunzione cardiaca. Lui fu operato e seguito da medici di prim’ordine. E tornò a giocare, tanto e bene. Non tutti, purtroppo, hanno la stessa fortuna.

Edoardo Cozza