Nucleare: Il governo teme il referendum e chiede proroga di un anno

Il governo aveva accelerato sull’energia nucleare, sembravano raggiunti gli accordi, sembrava tutto pronto, anche un’ipotesi dei siti in cui costruire le centrali, oggi invece cerca una via d’uscita.
Il Ministro Romani probabilmente chiederà una moratoria di un anno.
La linea è dettata dal premier, è infatti ipotizzabile che gli ultimi fatti accaduti in Giappone possano innalzare il quorum del referendum sul nucleare, cosa non voluta da Berlusconi perché uno dei quesiti riguarda il legittimo impedimento.
Opposizioni all’attacco.

Il governo corre ai ripari – Dopo la catastrofe accaduta in Giappone che ancora non trova soluzione, e dopo il calo di consensi dovuti all’accelerazione del governo sul nucleare anche dopo i fatti accaduti in Giappone, il governo cerca di correre ai ripari. La decisione sarà discussa dal Consiglio dei ministri domani sulla base di una proposta presentata dei ministri dello Sviluppo economico Paolo Romani e dell’Ambiente Stefania Perstigiacomo.  I due Ministri che fino a qualche settimana fa presentavano il nucleare con l’unica soluzione da adottare in Italia. Poi qualcosa è cambiato e sono corse voci di un ritiro dei provvedimenti che probabilmente sarebbero costati “le prossime elezioni”.

Gli iter burocratici – Oltre alla crescente opposizione popolare, il ritorno al nucleare rischiava bloccarsi continuamente in parlamento. La Commissione Affari costituzionali del Senato oggi ha evitato di esprimere alcun parere alla Commissione Industria sul decreto legislativo che disciplina la localizzazione degli impianti per la produzione di energia nucleare. La votazione sul parere è infatti finita 9 a 9, e quindi è stato respinto. Stando alle indiscrezioni quella di domani a Palazzo Chigi dovrebbe limitarsi.

Berlusconi detta la linea – A dettare la linea della moratoria sarebbe stato però Berlusconi in persona, preoccupato dai sondaggi. Gli ultimi fatti accaduti in Giappone potrebbero infatti permettere di raggiungere al referendum un quorum altrimenti impensabile e decisamente temuto dal premier anche in chiave legittimo impedimento. Il Pd e l’Idv all’attacco.Comunque vada sarà un pasticcio, ma anche il funerale del nucleare“, commenta il senatore del Pd Francesco Ferrante. “E’ impensabile che tra un anno, quando tutto il mondo avrà fatto un passo indietro sull’energia atomica l’Italia decida di andare avanti in perfetta solitudine“.
L’annuncio di Romani ha fatto scattare subito anche la reazione dell’Idv. “Non può esserci moratoria che tenga e che possa fermare il referendum perché delle due l’una: o il governo cancella la norma che consente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano o la mantiene. Ma la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum. Insomma, l’unico vero scopo del governo è quello di fermare il temuto verdetto dei cittadini. L’Italia dei Valori, promotrice del quesito referendario, andrà avanti con la sua battaglia contro quest’energia obsoleta, dannosa per la salute e per il territorio che riempie solo le tasche delle solite lobby economiche“.

Matteo Oliviero