Rubygate: intercettazioni, “Berlusconi comanda l’Italia, non la polizia”

ruby rubacuori
Intercettazioni Ruby, Il capo della polizia. Emergono ancora stralci dal ghiotto fascicolo inerente l’affaire Ruby Rubacuori, e il relativo processo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che dovrà rispondere delle accusa di concussione e prostituzione minorile. Per la diciottenne Karima El Marough, partita da Letojanni, Messina, alla volta di Milano per trovare fortuna, non c’è nulla da temere sui festini organizzati ad Arcore ai quali partecipava da minorenne, perché “Berlusconi è il capo della polizia, è lui che comanda l’Italia”. La ragazzina rassicura sua madre, Zahra, detta Naima, esortandola a tacere in vista di un interrogatorio. “Non m’interessa quel che dice la polizia. Ti ho detto che quando conosci il re della polizia non temi quei piccoli cani, cerca di capire il mio discorso”, spiega la ragazza il primo ottobre 2010 alla madre. Simili raccomandazioni sono state enunciate dallo stesso capo del governo, “Lui mi chiama ogni giorno dicendomi, Stai tranquilla, Ruby, quando compirai diciotto anni verrai da me a casa, davanti a tutta la polizia, i carabinieri eccetera. E sarò io a sistemarti i documenti, perché sono io quello che comanda in Italia e non la polizia”.

Il patto con i genitori. La temeraria Ruby, che più volte ha millantato un rapporto burrascoso con i genitori e, soprattutto, violento con il padre, era in realtà particolarmente preoccupata che l’intero scandalo travolgesse la coppia emigrata a Letojanni. “Noi non abbiamo sentito nulla di lui, non sappiamo nulla. Quella cosa non la dirò così come tu non ci mandi nulla e non abbiamo preso nulla da te, d’accordo?“, chiedeva Naima alla figlia, che rispondeva, “Si, e di me non sapete nulla. Dai, ora ti saluto”. Qualche giorno prima, Ruby informava il papà degli imminenti risvolti: “Stanno interrogando la mamma, l’ho chiamata verso le nove e le ho detto di non dire nulla su Silvio”.

Carmine Della Pia