Ania: assicurazioni italiane solide, ma troppi oneri

Le compagnie assicurative italiane sono finanziariamente solide anche con i nuovi requisiti patrimoniali richiesti da Solvency II, ma occorrono “significative correzioni” per attivare le nuove regole ed evitare gli eccessivi oneri in capo alle compagnie. È l’Ania, l’associazione delle imprese assicurative, ad evidenziare tale situazione durante la presentazione tenutasi stamane a Roma presso la Luiss, del Quinto studio di impatto quantitativo di Solvency II (Qis 5), il nuovo sistema di vigilanza che entrerà in vigore il 1° gennaio 2013.
“I risultati dell’esercizio hanno mostrato che la posizione finanziaria complessiva del mercato assicurativo italiano – nonostante la crisi – resta solida, anche rispetto ai requisiti patrimoniali richiesti da Solvency II“, si legge nella nota dell’associazione del comparto, e “dallo studio emergono complessità e criticità che pongono oneri eccessivi in capo all’industria e che, quindi, le misure di implementazione necessitano di alcune significative correzioni”.

Il nuovo regime di solvibilità introduce due livelli di requisiti patrimoniali, il requisito patrimoniale sensibile al rischio (Scr), calcolato secondo i rischi effettivamente corsi dall’impresa, e il requisito patrimoniale minimo (Mcr), che rappresenta il livello di sicurezza al di sotto del quale le risorse finanziarie non devono scendere per evitare l’applicazioni di clausole liquidative.
Il Qis 5, fanno notare dall’Ania, ha confermato “l’eccessiva sensibilità delle regole di Solvency II alla volatilità di mercato. Ciò rende estremamente costosa, per le imprese e quindi per gli assicurati, l’offerta dei prodotti a lungo termine con garanzie a favore degli assicurati. A maggior ragione ciò si determinerebbe se non fossero riconosciuti integralmente come capitale Tier 1 gli utili attesi derivanti dal portafoglio in essere”.

Dalle simulazioni effettuate alla quale hanno preso parte 134 imprese assicurative e riassicurative, pari al 99% (in termini di riserve) per il settore vita e al 97% (in termini di raccolta premi) per il settore danni, è risultato che, in media, il surplus calcolato secondo il Qis 5 è aumentato rispetto al surplus calcolato secondo l’attuale regime di solvibilità, “passando da 25 miliardi di euro a 38 miliardi di euro rispetto all’Scr (requisito patrimoniale sensibile al rischio) ed a 53 miliardi di euro rispetto all’Mcr (requisito minimo di patrimonio). Consistente è risultato anche l’incremento del surplus per i gruppi assicurativi”. “E’ emersa, inoltre, la necessità di adeguate misure transitorie per la classificazione di alcune categorie di fondi propri, in particolare dei prestiti subordinati, che garantiscano un passaggio senza problemi dall’attuale regime al regime Solvency II”.

La nota, in chiusura, sottolinea che “Solvency II segna una innovazione profonda delle regole di vigilanza nel settore assicurativo europeo. Ha l’ambizione di divenire lo standard per i principali mercati mondiali. È indispensabile che siano trovate da subito soluzioni corrette ed equilibrate. Andranno dopo, e solo dopo, utilmente definite le necessarie misure transitorie, perché l’intero complesso del dispositivo entri in funzione con la opportuna gradualità”.

Marco Notari