Giappone: iodio radioattivo nell’acqua di Tokio, pericolo per bambini

Emergenza Giappone. E’ allarme radioattività a Tokyo, dove un portavoce del governo municipale ha annunciato che il livello di iodio radioattivo trovato nell’acqua ha superato il limite legale ammesso per i bambini. L’annuncio viene dopo che valori notevolmente alti di radioattività sono stati rilevati anche in 11 vegetali prodotti nei pressi della centrale di Fukushima, dal cui reattore n. 3 si è alzata nelle ultime ore una densa colonna di fumo nero, che ha costretto all’evacuazione i tecnici che erano a lavoro nella zona. Nella capitale giapponese, che conta circa 35 milioni di abitanti e si trova a 250 chilometri dalla centrale di Fukushima, le autorità hanno sconsigliato di dare l’acqua corrente ai bambini o di utilizzarla per preparare il latte. Ma non basta: il premier giapponese Naoto Kan ha chiesto alla prefettura di Ibaraki di interrompere la distribuzione di latte e prezzemolo sospettati di contaminazione. La popolazione è, dunque, invitata a non consumare alcuni vegetali coltivati nei dintorni della centrale di Fukushima.

Blocco importazioni Usa. La contaminazione dei cibi getta nel panico anche gli Stati Uniti, che hanno deciso di bloccare le importazioni di alcuni prodotti alimentari, tra cui latte e derivati, frutta e verdura. Imposto anche un giro di vite della Food and Drug Administration (Fda) su alcuni prodotti giapponesi delle quattro prefetture di Fukushima, Ibaraki, Tochigi e Gunma, assai vicine alla centrale nucleare. Pesante la conta dei danni, con le prime stime che parlano addirittura di cifre comprese tra i 185 e i 308 miliardi di dollari, che comporterebbero un calo dello 0,5% del prodotto interno lordo. A riportare queste impressionanti cifre, che saranno presentate dal ministro dell’Economia Kaoru Yosano alla prossima riunione del governo, è il quotidiano Nikkei. Ancor più pesante, se possibile, il bilancio delle vittime: in base ai dati forniti dalla polizia giapponese, i morti sarebbero 9.408 e 14.716 i dispersi .
Raffaele Emiliano