F1, Alonso lancia la sfida: “Siamo i più forti”

F1, Alonso è carico – Domenica ripartirà il mondiale di Formula uno ed ovviamente l’aria è elettrizzante. Tifosi e piloti non vedevano l’ora che arrivasse tale momento e adesso che la pausa invernale è definitivamente finita non resta che concentrarsi in vista della gara. Tramite il sito della Ferrari, Fernando Alonso rilancia la sfida mettendosi alle spalle il brutto finale di Abu Dhabi: “La Ferrari è sinonimo di passione e abbiamo una gran voglia di reagire e lottare per la vittoria. Dopo Abu Dhabi non c’è stato tempo per dispiacersi di com’era finito il campionato 2010. C’era da rimboccarsi le maniche e lavorare. Ma ora siamo più forti“.

Nuovi aggiornamenti – Una convinzione sicura nata e cresciuta dopo i test svolti in questi ultimi mesi: “Abbiamo fatto tantissimi chilometri nei test e abbiamo dimostrato di aver raggiunto un buon livello di affidabilità, il che è sempre importante. C’è ottimismo, anche se non possiamo sapere dove realmente siamo rispetto agli altri. A Barcellona abbiamo portato un bel pacchetto di novità e qui a Melbourne c’è ancora un ulteriore aggiornamento sull’ala anteriore. Vedremo se darà i frutti attesi, anche se penso che ci vorranno tre o quattro gare per avere un quadro preciso della situazioneIl lavoro non si è mai fermato e solo in pista si scoprirà se tutte queste modifiche porteranno effettivamente dei benefici nelle prestazioni.

Dieci anni in F1 – Infine Fernando ricorda i dieci anni di permanenza in F1, stilando un bilancio tutto sommato positivo: “Qui a Melbourne, dieci anni fa, è iniziata la mia avventura in Formula 1Dei miei ventinove anni, ventisei li ho passati dietro ad un volante e su quattro ruote, dieci nella categoria regina. Non avrei mai pensato di arrivare fino qui e ho ottenuto molto più di quanto sperassi da piccolo. Ora voglio continuare ancora a lungo e cercare di rendere quelli a venire gli anni piu’ belliLo sperano anche i tifosi, di nuovo pronti a sperare in quel titolo mondiale lontano da Maranello da ormai troppi anni.

Riccardo Cangini