Fotovoltaico, tutela degli investimenti programmati. Necessario diversificare strategie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:20

Tutti gli investimenti programmati nel fotovoltaico saranno tutelati. È quanto ha dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, all’Offshore Mediterranean Conference 2011 a Ravenna. “Le fonti rinnovabili fanno parte della strategia del governo e hanno una prospettiva duratura” e anche se c’è stata “una bolla nel solare” gli obiettivi sono stati raggiunti 8 anni prima, ha fatto notare Saglia. “Non si può crescere all’infinito, perché il sistema elettrico nazionale non regge 20mila Mw” e occorre, dunque, “dare una prospettiva di più lungo periodo alle imprese del settore”.
Per verificare l’operatività di gestori e distributori, intanto, l’Autorità per l’energia, in merito agli allacciamenti, ha avviato un’istruttoria conoscitiva sulle modalità ed i tempi per la connessione alle reti degli impianti di produzione di energia elettrica.

La diversificazione delle strategie. Il sottosegretario ha ribadito l’impegno del governo “per garantire la massima diversificazione delle fonti energetiche, dei Paesi e delle rotte di approvvigionamento”, perché urge “una politica energetica duratura, non sull’onda delle emozioni, ma sulle certezze che la tecnologia può dare”. “È tempo di una decisa rivalutazione della produzione nazionale di oil & gas”, perché il nostro Paese può diventare “un hub nei collegamenti energetici con la sponda sud del Mediterraneo e con la Turchia e l’area del Mar Caspio anche per dare un contributo alla stabilizzazione dell’area”, ha continuato Saglia.
La produzione italiana di gas è pari al 10% del nostro fabbisogno, mentre il 49% lo importiamo dal Nord Africa, area attualmente in piena turbolenza e, comunque, caratterizzata da equilibri precari. Passando al petrolio, a fronte di una produzione interna che copre appena il 6% di quanto utilizzato, circa 5 milioni di tonnellate, ne abbiamo importato quasi 80 milioni di tonnellate, oltre il 94% del fabbisogno nazionale, ed il 22% dalla Libia, attualmente culla di un conflitto dall’esito e dalla durata incerta

Una strategia energetica nazionale. Per Umberto Quadrino, Ad di Edison, “la definizione di una strategia energetica nazionale è indispensabile. Abbiamo optato per la moratoria. Il nucleare è una scelta che ha bisogno di serenità per essere affrontata. C’è bisogno di certezze, non di generiche rassicurazioni. E gli idrocarburi avranno ancora un ruolo fondamentale nel mix energetico”. Per Antonio Vella di Eni E&P “nell’ultimo decennio l’industria petrolifera è riuscita a scoprire nuove risorse, ma ha avuto molto meno successo nel metterle in produzione. Con la sola eccezione della rivoluzione dello shale gas in Nord America, solo una piccola percentuale dell’enorme qualità di risorse scoperte con l’esplorazione è stata messa in produzione. Se fossimo stati in grado di svilupparle non avremo problemi energetici”.

Marco Notari

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