Giappone, Fukushima: tre operai ricoverati per le radiazioni

Giappone – E’ ufficiale. L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha confermato il ricovero di tre operai che negli scorsi giorni hanno lavorato a stretto contatto con i reattori nucleari situati nella centrale di Fukushima, il sito che da quasi due settimane tiene con il fiato sospeso tutto il mondo per il rischio della fuoriuscita di materiale radioattivo, pericoloso a tal punto da far temere una nuova Chernobyl. I tre uomini appartengono alle squadre definite dai media come eroi o, con un termine di paragone più forte, kamikaze. I rischi dell’esposizione a quel genere di radiazioni sono noti a tutti, ma fin dal primo momento i cinquanta volontari hanno offerto il proprio impiego nel disperato tentativo di salvare il Giappone da una catastrofe.

Reattore 3. I media giapponesi hanno diffuso la notizia secondo cui i tre uomini ricoverati d’urgenza avrebbero lavorato a contatto con il reattore numero tre, uno dei più colpiti dalle esplosioni causate dai danni conseguiti al terremoto e allo tsunami che ha colpito centinaia di chilometri di costa della nazione nipponica. Le loro condizioni, al momento, sono state giudicate stabili ma preoccupano perché il livello delle radiazioni è tale da aver portato alcuni rappresentati del governo giapponese, negli scorsi giorni, a dire «qualcuno verrà sacrificato».

Bilancio delle vittime. Mentre continuano a essere registrate scosse di assestamento di importante intensità, ma che tuttavia non hanno fatto scattare ulteriori allarmi tsunami così com’era successo nei giorni immediatamente successivi a quel terribile venerdì, le autorità continuano ad aggiornare il bilancio delle vittime e dei dispersi. Secondo le ultime stime fornite dalla polizia giapponese, i cadaveri recuperati sono sinora 9.700, mentre la cifra riguardante i dispersi ammonta a 16.501. Ma la consapevolezza di tutti è quella che vede questi dati destinati a salire ulteriormente, man mano che i lavori di soccorso andranno avanti.

S. O.