Immigrazione, mafia: lucravano sul traffico di clandestini, quattro indagati

Catania – Diciannove cittadini extracomunitari sono stati arrestati dalla Dda di Catania, che ha concluso un’indagine molto breve per chiarire gli interessi che la mafia siciliana ha iniziato a mostrare nei confronti dell’immigrazione clandestina. I cittadini nordafricani sono accusati di essere gli scafisti che soltanto tre giorni fa hanno permesso ai centotrentasei migranti che viaggiavano su un peschereccio a largo del porto di Catania di giungere sulle coste della città etnea. Nell’inchiesta sono coinvolti anche quattro presunti esponenti del clan Barbera, attivo nelle zone di Mascali e Riposto. Secondo gli inquirenti, i quattro avrebbero messo a disposizione degli scafisti le imbarcazioni utili per trasportare sulla terraferma gli immigrati.

I cambiamenti politici e l’emigrazione. Le rivolte popolari che negli ultimi tre mesi hanno interessato diversi paesi africani che si affacciano sul mar Mediterraneo non hanno avuto conseguenze solo nella geopolitica dei suddetti stati, come era d’altronde ampiamente prevedibile. In principio è toccato alla Tunisia che ha visto la cessione del potere da parte del presidente Ben Alì, poi è toccato ai giovani egiziani che per settimane hanno occupato le piazze delle principali città dell’Egitto decisi a costringere il quasi dittatore Hosni Mubarak a rinunciare, dopo decenni, al proprio mandato, infine la palla è passata ai vicini libici che però sono stati più sfortunati e hanno dovuto fare i conti con la repressione sanguinosa decisa dal colonnello Muammar Gheddafi che ha portato anche all’intervento militare da parte di numerose nazioni occidentali sotto l’egida dell’Onu. Ma oltre ai cambiamenti politici, un altro fenomeno si è presentato davanti agli occhi degli analisti politici: migliaia di persone hanno deciso di cambiare vita, lasciare la propria terra e andare in cerca di un futuro migliore, sperando di ottenere più facilmente lo status di rifugiato politico.

La mafia guarda al di là del Mediterraneo. L’inchiesta condotta dalla dda di Catania nei confronti di diciannove extracomunitari e di quattro siciliani appartenenti a un clan legato a Cosa Nostra è la prova di come la criminalità organizzata abbia iniziato a concentrare la propria attenzione anche nei possibili affari legati al traffico di clandestini. Lucrare sulla disperazione di chi lascia il proprio paese in cerca della speranza e di qualche rimessa da inviare a chi è rimasto a casa, è sempre stata considerata una possibilità di investimento da non lasciarsi sfuggire da parte delle mafie. In tv, tanti sono i politici a vedere nell’immigrazione clandestina il rischio di importare delinquenti e malintenzionati, ma forse sarebbe il caso di concentrarsi su ciò che abbiamo già in casa nostra.

S. O.