Romano: dispiaciuto nota Quirinale

Il “giorno di gloria” del neo ministro all’Agricoltura, Saverio Romano, è stato guastato da una nota del Quirinale in cui il capo dello Stato ha espresso le sue “riserve” sull’opportunità di affidare un incarico istituzionale così importante all’ex democristiano, su cui pende il sospetto di essere stato (ed essere forse ancora) organico a una famiglia mafiosa siciliana. Un sospetto che il leader di Pid ha tentato di scacciare con fermezza: “Non sono mai stato imputato – ha spiegato – e sono dispiaciuto di quanto scritto nella nota del Quirinale”. Intanto in serata il gruppo dei “Responsabili” ha incontrato il premier che ha promesso di “completare” la squadra di governo entro 10 giorni.


Il dispiacere del neo ministro – “Sono convinto che quanto scritto nella nota diffusa dal Quirinale non corrisponde al pensiero di Napolitano e comunque sono dispiaciuto dai contenuti della nota perché si parla di ‘imputazioni’ ma non sono mai stato imputato“. Saverio Romano non ha fatto in tempo ieri a festeggiare la sua nomina a ministro delle Politiche agricole, che ha dovuto fare i conti con una inattesa nota diffusa dal Colle. In essa il capo dello Stato ha frenato sulla “benedizione” che gli era appena stata concessa, rimarcando l’inopportunità di affidare un incarico istituzionale così prestigioso a una persona “macchiata” dal sospetto di aver concorso (esternamente) ad attività di stampo mafioso. Ma il neo ministro non ci sta, e dopo aver letto il contenuto della breve nota, ha replicato: ” Ho la coscienza a posto, non sono nemmeno indagato, figuriamoci se sono imputato. Sono fiducioso e assai contento che il gip svolga il suo ruolo di controllo. Sono fiducioso – ha aggiunto – e non capisco i motivi per cui io debba temere qualcosa. Non ho mai avuto una condanna, né un rinvio a giudizio, quindi – ha concluso l’ex Udc – da cosa dovrei difendermi?”.

Il premier a cena con i “Responsabili” – Non solo, per il nuovo responsabile dell’Agricoltura, la nota diffusa ieri dal Quirinale non coinciderebbe al reale pensiero del presidente della Repubblica, che – stando alla cronaca consegnata dal “Responsabile” ai giornalisti – si sarebbe vivamente complimentato con lui per il nuovo incarico ottenuto all’interno della squadra di governo: “Napolitano con me è stato cordialissimo – ha riferito ieri Romano – abbiamo anche brindato insieme. Il mio rapporto con Napolitano è splendido e lui con me è stato molto cordiale. Mi ha anche fatto, lui, di persona – ha insistito – vivi complimenti”. In realtà i più maliziosi chiariscono che i complimenti formulati dall’inquilino del Colle erano destinati a Romano junior, il figlio del neo ministro, che ieri è ovviamente salito al Quirinale, insieme alla madre, per assistere all'”investitura” del papà. Sia come sia, nella serata di ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha scelto di convocare per una cena a palazzo Grazioli il gruppo parlamentare dei “Responsabili“. A loro avrebbe annunciato di voler al più presto completare la squadra di governo, riempendo entro una decina di giorni le 12 caselle rimaste vuote. In lizza la poltrona di ministro che fu di Andrea Ronchi, quella di 2 viceministri e 9 sottosegretariati. Una “dote” che Silvio Berlusconi metterà a disposizione dei “Responsabili” (e non solo) per rinsaldare una maggioranza che in Aula si prepara ad affrontare momenti partcolarmnente delicati.

Maria Saporito