Casa, prezzi in lieve calo ma mercato fermo

Il mercato immobiliare italiano sembra versare ancora in una fase di recessione, nonostante un’inversione riscontrata negli ultimi tempi per quanto riguarda la fiducia degli operatori del settore.
È quanto emerge dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Immobiliare Nomisma, il primo di quest’anno, che non lascia intravedere la tanto auspicata uscita dalla crisi del ‘mattone’ che sta caratterizzando il settore negli ultimi tre anni.
Da quanto si apprende dalle analisi, i fattori che nei primi mesi dell’anno avevano suscitato un eccesso di ottimismo hanno ‘cozzato’ con dinamiche di mercato particolarmente rigide, che ora disegnano un quadro di stagnazione, destinato a rendere azzardata ogni previsione.

Nuovi elementi critici. Il Rapporto Nomisma evidenzia, tra gli elementi nuovi e preoccupanti per il mercato immobiliare, il calo delle compravendite registrato nel secondo semestre del 2010 del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, con punte del -5,5% nei centri urbani minori e del -10% al Sud, che, seppur parzialmente compensato da una certa capacità di tenuta dei mercati urbani del Centro-Nord, porta il saldo annuale ad appena un +0,4% rispetto al 2009; l’insensibilità delle quotazioni (dinamica che ormai accomuna Nord e Sud, centri e periferie) al progressivo calo della domanda e, ancora, il difficile accesso ai mutui da parte delle famiglie, a causa, non dei tassi di interesse, delle restrizioni in termini di politiche creditizie, con gli istituti bancari coinvolti più a sostenere i mutui dei clienti oggi in bilico e le imprese in difficoltà che a concedere nuove operazioni.

Le prospettive. Proprio la maggiore rigidità ad accedere al mutuo scaturita dalla crisi finanziaria pregiudica sostanzialmente, secondo il Rapporto, le  prospettive di una ripresa a breve del mercato. Ma “le capacità negoziali del sistema bancario non paiono illimitate – si legge nel Rapporto – soprattutto nella prospettiva che il progressivo innalzamento dei tassi di interesse determini un ampliamento delle sofferenze”. “Considerata l’ingente mole di invenduto – spiega Luca Dondi, responsabile dell’Area Immobiliare di Nomisma – e in assenza di una repentina correzione al ribasso dei prezzi, specie delle localizzazioni secondarie e di un allentamento dei criteri di concessione del credito è, infatti, impossibile ipotizzare che l’offerta attuale e prospettica trovi riscontro nelle autonome capacità di assorbimento della domanda”.
I dati previsionali sui prezzi degli immobili nelle 13 grandi aree urbane sembrano confermare questo trend. La dinamica media dei valori di compravendita spinge a prevedere per il biennio 2011/2012 variazioni di modesta entità sulle quotazioni delle abitazioni, +0,6% per il secondo semestre del 2011, +1,9% nel secondo semestre del 2012, lasciando presagire un certo livello di stagnazione del settore anche per il futuro.

Marco Notari