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Di Pietro: Berlusconi e Frattini conigli

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Come prevedibile, le scintille ieri in Aula non sono mancate. Durante le discussioni sulla crisi libica, seguite ai discorsi pronunciati alla Camera dai ministri Ignazio La Russa e Franco Frattini, il leader dell’Idv ha dato sfogo a violente considerazioni sull’atteggiamento assunto da Silvio Berlusconi nella difficile contingenza internazionale. Per l’ex togato il presidente del Consiglio – che ha disertato il Parlamento – merita il titolo di “coniglio“, così come il responsabile degli Esteri che, abbandonando preventivamente l’Aula di Montecitorio, è stato bollato da Di Pietro come “secondo coniglio“. Con 300 voti favorevoli, 293 contrari e 2 astenuti, intanto, la risoluzione Pdl-Lega e Responsabili passa alla Camera, così come quella presentata da Pd, Idv e Terzo Polo, che incassa ben 547 voti favorevoli.

Di Pietro estrae i conigli dal cilindro – Che l’argomento fosse quanto mai delicato lo sapevano tutti, ma che l’infuocato discorso pronunciato ieri da Antonio Di Pietro alla Camera potesse contribuire a esasperare la tensione tra Fini e Berlusconi è faccenda che avevano immaginato in pochi. Ecco ciò che è successo: dopo i discorsi pronunciati ieri a Montecitorio dai ministri Ignazio La Russa e Franco Frattini, che – in assenza del premier – hanno riferito sulla crisi in Libia, si sono aperte le discussioni tra i vari gruppi parlamentari. Quando a prendere la parola è stato il leader dell’Idv, il clima si è subito surriscaldato: “Il fatto che Berlusconi non sia in aula – ha scandito Di Pietro – dimostra che il presidente del Consiglio è un coniglio. Il capo dello Stato sì che ci ha messo la faccia e lo ha fatto – ha ribadito – al posto del presidente del Consiglio-coniglio”. Ma non è tutto: quando il titolare della Farnesina – insolentito dai toni usati dall’ex pm – ha deciso di abbandonare l’aula di Monetcitorio, il leader dell’Idv lo ha freddato impietosamente: “Ministro Frattini non fugga via, si assuma le sue responsabilità – gli ha detto – Dopo aver recitato una poesia se ne è andato via! E’ il secondo coniglio del governo”.

Fini e l’affondo implicito sul Cavaliere – E’ a questo punto che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha tentato di riportare l’ordine nell’assemblea: “Chi prende la parola – ha affermato – ha il dovere di usare un linguaggio consono a quest’Aula, chi esce dall’Aula si assume la responsabilità di quel che fa, ma non sono due comportamenti paragonabili tra di loro”. Un’osservazione che ha suscitato l’immediata reazione di Antonio Di Pietro: “Io ritengo – ha replicato – che affermare che un governo che non viene qui con il suo presidente del Consiglio e che il ministro degli Esteri se ne va mentre parla un rappresentante delle istituzioni è un comportamento da conigli e lo ribadisco”. “Onorevole Di Pietro – ha quindi precisato Fini – non è questa l’espressione che la presidenza le contesta“. Una frase con cui il leader di Fli ha dimostrato di non pensarla diversamente dall’ex togato sulla posizione assunta dal Cavaliere nella vicenda libica, e che ha per questo provocato il levarsi di forti mugugni tra i banchi della maggioranza. E un insolito riconoscimento da parte del leader dell’Idv: “Prendo atto – ha concluso compiaciuto Di Pietro – che la pensa come me su questo”. Intanto le votazioni alla Camera hanno ieri decretato il via libera delle due mozioni presentate da maggioranza e opposizione sulla Libia. Con 300 voti favorevoli, 293 contrari e 2 astenuti è stata approvata la risoluzione presentata da Pdl, Lega e Responsabili, mentre un largo consenso è stato tributato alla risoluzione presentata dall’opposizione che ha incassato 547 voti favorevoli e 10 contrari.

Maria Saporito