Elisa in tour: una voce unica ipnotizza la platea milanese

C’è un faro bianco, che punta dritto su di lei, seduta al pianoforte. Tutto intorno è buio. Pochi secondi dopo un altro fascio luminoso, identico, incrocia il primo, intrappolandola, isolandola dal resto del palco. Accennata la prima nota, di Luce resta però solo la sua ed avvolge in pochi secondi l’intero teatro degli Arcimboldi di Milano. Inizia così, con “Lullaby”, il concerto del 19 marzo di Elisa, che presenta il suo nuovo album, Ivy. Le emozioni che la cantante trasmette sono piuttosto difficili da descrivere. Si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una voce unica, ma non solo; Elisa infatti va oltre, lei, canta con tutto il  suo corpo, ed è impossibile non notarlo. Indossa un lungo vestito quasi interamente bianco, sembra una sposa. Un abito che, come gli stessi movimenti della cantante,  accompagna perfettamente le melodie con le quali Elisa incanta il pubblico. Una coreografia che riesce a generare un’immagine delle canzoni interpretate. Si ascolta con le orecchie, ma lo si può fare anche con gli occhi, ed è un caso piuttosto raro. Entra il suo gruppo e lo spettacolo prosegue. Alla terza, “una poesia per te”,  il pubblico sta già cantando. “ci manca che non glielo faccio fare sembra pensare l’artista” e rivolge la punta del suo microfono verso la platea, che si fa sentire non poco. La colonna sonora di “A time for dancing” sembra una lezione di canto. I “gorgheggi” in cui Elisa si cimenta potrebbero addirittura risultare noiosi davanti ad un metronomo, ma sul palco degli Arcimboldi proprio no, ed anzi è facile chiedersi come abbia fatto ad arrivare proprio “lì” con la voce. Ne canta altre, e il pubblico sistematicamente partecipa: “Heaven out of Hell” si sviluppa in un canto corale dell’intero teatro. Quando, dopo una breve pausa, si riapre il sipario, sul palco appaiono i ragazzi del “Piccolo Coro Artemia di Torviscosa”, che accompagnano Elisa per gran parte del “second set” del concerto.  “Cuore-Amore” degli Ust-Mamò,  “Almeno tu nell’universo”, un omaggio alla compianta Mia Martini, un “Rainbow” in versione etnica, “Ti vorrei sollevare”. Si finice con “Luce”, emanata da un’indiscutibile stella della musica.

A.S.