Vendola replica a Formigoni: Io drogato? Dovrebbe guardarsi attorno

Lo scontro tra il governatore lombardo, Roberto Formigoni, e quello pugliese, Nichi Vendola, giunge al terzo atto. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà ha, infatti, rimandato al mittente l’accusa di aver parlato di ‘ndrangheta nella sanità lombarda forse “sotto l’effetto di stupefacenti“, come ipotizzato dal presidente della Regione Lombardia. “Direi che Formigoni non si è arrabbiato ha letteralmente perso le staffe. Se cerca qualcuno dedito all’uso di stupefacenti non si deve rivolgere a me, ma può guardarsi attorno“, è la secca e velenosa replica dell’ex di Rifondazione Comunista. E ancora: “Formigoni vuole evitare di entrare nel merito della questione che ho posto, non c’è nessuna imputazione mia, non faccio il pm nei suoi confronti su reati, pongo un problema”.
Il botta e risposta. “Non si è accorto di quale fosse il livello di penetrazione della ‘ndrangheta nell’economia, nella società e nella Pubblica amministrazione della Lombardia? Lui non è mai stato convocato a dire una parola sul fatto che le Asl lombarde sono ‘ndranghetizzate e che uno dei capi della ‘ndrangheta era il direttore generale che lui aveva scelto per dirigere una Asl?” Sono queste alcune delle domande che il governatore pugliese ha rivolto al collega lombardo, che aveva anche chiesto a Vendola perché non fosse in carcere, visto che un suo assessore è stato arrestato. “Quando hanno iniziato ad indagare qualcuno nella mia giunta – ha spiegato il leader di Sel – io ho cacciato tutti e azzerato l’esecutivo. Lui quando hanno arrestato Prosperini ha manifestato solidarietà nei confronti del suo assessore fino a quando ha patteggiato la pena riconoscendo il reato. Su di me hanno indagato tre anni non trovando neanche una parolaccia nelle intercettazioni, per questo non sono in galera. Io non mi auguro che il mio avversario ci vada, vorrei solo che in un dibattito civile si discuta anche della malasanità in Lombardia e della penetrazione della mafia“, ha concluso Vendola.

R. E.