Immigrati, Bossi gela Frattini: Ma quali 1700 euro? Li caricherei e li porterei indietro

Fa discutere molto la proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini, il quale, per arginare l’emergenza degli sbarchi di immigrati sulle rive italiane, sarebbe disposto a concedere una cifra di “1.500-1700 euro per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e sarà aiutato a crearsi un’attività in modo che poi non abbia più la necessità di andare via”. La proposta, che prevede anche la fornitura di pattugliatori navali, veicoli, motori e motovedette per un valore totale di circa 100 milioni di euro, obbligherebbe la Tunisia, Paese da cui attualmente proviene la quasi totalità dei clandestini, a cooperare nelle attività di contenimento dei flussi migratori, contrastando le partenze di migranti verso il nostro territorio.

Il no della Lega. I primi malumori nei confronti dell’idea del titolare della Farnesina giungono proprio dai colleghi di governo del ministro Frattini. Il più duro di tutti è il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, che dichiara: “Ma che pagare? Io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro. E se tornano li riportiamo a casa ancora”. Insomma, pare che della situazione di stallo economico e di forte disoccupazione che affligge la Tunisia dopo la caduta del presidente Ben Alì e che spinge i giovani ad emigrare, non voglia farsi minimamente carico la Lega. E all’interno del Carroccio c’è addirittura chi, come il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ironizza addirittura sulle condizioni dei clandestini. A detta del governatore leghista, “quelli che fuggono dalla Tunisia pagando 2000 euro, con le scarpette firmate, sono clandestini belli e buoni. Per questo tipo di immigrati nel Veneto c’è ospitalità pari a zero“. Dichiarazione, quella di Zaia, che è però immediatamente smentita da alcuni sindaci veneti, che si dicono invece disponibili ad accogliere una parte dei nuovi arrivati. Pronto a fare la propria parte è il sindaco di Belluno, Antonio Prade, alla guida di una giunta di centrodestra, ma anche il primo cittadino di Verona, Franco Tosi, peraltro leghista come Zaia.

Raffaele Emiliano