Libia: Ajdabiya ripresa dagli insorti

Guerra in Libia: mentre la scena politica internazionale diviene ogni giorno più complessa, i raid contro le forze lealiste di Gheddafi proseguono. La città di Ajdabiya, che era stata conquistata dagli insorti e persa sotto i colpi dell’esercito libico pochi giorni fa, è stata riconquistata dai rivoltosi. Secondo gli stessi cittadini il merito sarebbe attribuibile a Francia e Inghilterra. Sarkozy e Cameron avrebbero infatti permesso la liberazione del popolo libico dall’oppressore Gheddafi. Il presidente francese è stato il primo a voler intervenire in Libia, anticipando i tempi richiesti dall’ONU. Per questo è finito al centro di diverse polemiche, accusato di aver fatto della “missione umanitaria” una bandiera a protezione degli interessi economici della Francia. L’Italia a detta di molti è in una sorta di”terra di nessuno”, destinata comunque a perderci, a prescindere dal risultato della guerra. Vincesse Gheddafi, ce la farebbe pagare, perchè l’abbiamo tradito, è una delle teorie più accreditate. Dovesse invece perdere, la Libia potrebbe dividersi in due o più parti sulle quali l’Italia non avrebbe comunque un controllo, e sarebbe comunque destinazione dei flussi di immigrazione. Lampedusa è già ora al collasso.

Gli stessi immigrati, clandestini o meno che siano, parlano dei lampedusani come gente incredibilmente ospitale e riconosono la difficoltà di questi ultimi a gestire un così gran numero di persone giunte più o meno tutte insieme, nel giro di pochi giorni.Anche la politica italiana si divide sul tema della guerra. Per una sorta d’inversione di tendenza, stavolta i pacifisti  (quelli che questa guerra non la volevano, perlomeno nel modo in cui è nata) risiedono nell’area del centro-destra. Più favorevoli invece all’intervento gli esponenti di gran parte del centro-sinistra, che hanno motivato la loro scelta spiegando la necessità dell’intervento, dato che Gheddafi aveva minacciato di “andare casa per casa” a Bengasi. Il governo libico avrebbe ora aperto le porte ad una soluzione diplomatica, accolta con favore da alcuni, ma con scetticismo da molti altri.

A.S.