Ue, Paesi ad alto debito accelerino risanamento

La crisi dei debiti sovrani resta una grave minaccia per la stabilità dell’Eurozona. E l’Ue detta la linea guida per le prossime Finanziarie, chiedendo maggiori sforzi ai Paesi con i debiti più elevati, che sono invitati a spingere sull’acceleratore per il consolidamento dei propri bilanci.
Il messaggio contenuto nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato e di governo della Ue è chiaro: “Gli Stati membri – si legge nel documento reperibile anche sul sito del Governo italiano – presenteranno un piano di risanamento pluriennale che indicherà obiettivi precisi in merito al disavanzo, alle entrate e alla spesa, la strategia per raggiungerli e un calendario di attuazione. Le politiche di bilancio per il 2012 dovrebbero mirare a ripristinare la fiducia assicurando la sostenibilità del trend del debito e garantendo che i disavanzi siano ricondotti al di sotto del 3% del Pil secondo la tempistica convenuta dal Consiglio. È a tal fine necessario, nella maggior parte dei casi, un aggiustamento strutturale su base annua ben superiore allo 0,5% del Pil. Il risanamento dovrebbe essere accelerato negli Stati membri che versano in una situazione di forte disavanzo strutturale o di livello del debito pubblico molto alto o in rapida crescita”.

Sono diverse le misure previste dal pacchetto anticrisi varato dal Consiglio Ue: dalla nuova governance all’inasprimento del Patto di stabilità e di crescita, alla creazione di un Fondo salva-stati permanente, quello che nascerà dalla metà del 2013 e che già in tanti hanno ribattezzato Fondo monetario europeo.
Nella prefazione del documento finale, infatti, si chiarisce che “il Consiglio europeo ha adottato in data odierna un pacchetto globale di misure intese a rispondere alla crisi, preservare la stabilità finanziaria e porre le basi di una crescita intelligente e sostenibile che sia all’insegna dell’inclusione sociale e crei occupazione: si rafforzeranno così la governance economica e la competitività della zona euro e dell’Unione europea” .

Marco Notari