Doping: sanzione di 6 anni e 5 mila euro di multa per medico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:27

Sei anni di squalifica, 5 mila euro di sanzione e il pagamento delle spese del procedimento a un medico sportivo federale per aver eseguito “pratiche illecite“. E’ la pesante sanzione che il Tribunale nazionale antidoping del Coni ha inflitto al dottor Alberto Lugli dal 25 marzo fino al 24 marzo 2017, confermando la precedente sanzione della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) del luglio 2010. In passato il dottore è stato medico della Federpattinaggio, della società calcistica Spal e della Carife Volley di Ferrara.

Il caso del dott. Lugli. Il caso Lugli è scoppiato dopo un reportage del mensile Cycling Pro in cui un giornalista, dietro consiglio dello specialista, utilizzava pratiche vietate come infusione di ossigeno e ozono. L’esperto aveva inoltre consigliato l’autoemotrasfusione,  stessa pratica, pericolosa e vietata dal 1985, che è costata la carriera al ciclista Riccò. La sezione antidoping del Coni ha quindi deciso di indagare e alla fine è arrivata la condanna. Lugli era stato punito, all’inizio dello scorso luglio, dalla Fmsi perché riconosciuto colpevole di aver praticato metodi proibiti.

Pratiche vietate. L’autoemotrasfusione consiste in un allenamento di settimane in quota o in camere iperbariche. Grazie a questo trattamento, la minor concentrazione di ossigeno in simili condizioni, stimola la produzione di globuli rossi, aumentando l’emoglobina. Dopodichè, all’atleta viene prelevato del sangue che verrà depurato, congelato e conservato, in attesa di essere reimmesso nel corpo dello “sportivo’’ in prossimità della gara. Ovviamente, tutto ciò comporta dei seri rischi per la salute, col pericolo di trombosi o danni cardiovascolari.

Adriana Ruggeri

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