Giappone, in arrivo farmaci contro le radiazioni

Il terremoto in Giappone ha scatenato ormai la psicosi del nucleare. Questa paura allo sviluppo di farmaci “anti-nucleare” contro gli effetti delle radiazioni, che potrebbero avere conseguenze pericolose sulla salute. Si tratta di medicinali che hanno l’obiettivo di agire contro la sindrome acuta da radiazioni (Cblb502, Ex-Rad, Clt-008). Farmaci già sperimentati sull’uomo, secondo quanto riportato su “Nature Medicine”, dove si legge che questi farmaci aiuterebbero non solo la prevenzione degli effetti delle radiazioni ionizzanti sul nostro organismo, ma anche la cura, la terapia contro stati patologici già innescati. Oltre a questi farmaci, in questi giorni molte persone stanno cercando di fare scorte di ioduro di potassio, capace di agire soltanto per evitare i rischi a lungo termine, come ad esempio il tumore alla tiroide. A confermare l’elevata richiesta di farmaci anti-radiazioni sono gli stessi produttori, inondati di richieste dal Giappone, e non solo, sono a corto di farmaco.

I farmaci anti-radiazioni. Il Cblb502 e l’Ex-Rad sono in grado di proteggere i tessuti che sono stati danneggiati dalle radiazioni. Inoltre il Clt-008 è capace di fare in modo che le cellule staminali del sangue distrutte dalle radiazioni possano essere sostituite. Insomma farmaci per i quali il condizionale è d’obbligo, ma di cui si conosce ancora ben poco e che forse non verranno mai messi in commercio. Ben altra storia invece per lo ioduro di potassio: la sua efficacia è infatti comprovata in termini di prevenzione dei danni a lungo termine a carico della tiroide, come per esempio la  comparsa di un tumore a questo livello. In America le case produttrici di questi farmaci hanno esaurito quasi totalmente le loro scorte e non prevedono un rifornimento immediato.

Nessun pericolo in Italia. L’allarme per un possibile arrivo delle radiazioni in Italia sembra essere ingiustificato. Gli esperti dicono che “questo accaparramento insensato riduce la disponibilità di farmaco per coloro che ne hanno bisogno per ragioni mediche”. Secondo l’Oms, lo ioduro di potassio dovrebbe essere assunto poco prima o subito dopo un incidente nucleare per bloccare l’assorbimento delle radiazioni da parte della tiroide e ridurre il rischio di cancro, specie nei bambini. Ma nel nostro Paese l’arrivo della nube radioattiva avrà conseguenze irrilevanti sulla nostra salute, stando a quanto comunicato dal Ministero della Salute nei giorni scorsi.

Adriana Ruggeri