Manduria: fuga di massa dalla tendopoli, i residenti insorgono

Si fa critica la situazione nella tendopoli di Manduria. Oltre un centinaio di immigrati, tutti uomini di nazionalità tunisina di età compresa fra i 18 e i 35 anni, sarebbero già fuggiti dalla struttura messa in piedi per accoglierli. A distanza di poche ore dal loro arrivo, gli immigrati, tutti sbarcati a Taranto dalla nave San Marco proveniente da Lampedusa, hanno abbandonato la tendopoli e si sono incamminati a piedi lungo la strada provinciale che unisce Manduria a Oria, al confine tra le province di Taranto e Brindisi. Immediata la protesta dei residenti nelle zone limitrofe, i quali, dopo aver notato gli immigrati fuggire nei campi e alcuni entrare anche nelle loro proprietà, si sono diretti verso l’ingresso della tendopoli, protestando contro le autorità e bloccando anche il traffico automobilistico lungo la strada che unisce i due Comuni.

Il Sindaco di Manduria: Danno di immagine per la nostra terra. “Ci troviamo di fronte a un cantiere ancora aperto e i cittadini hanno ragione a chiedere garanzie sulla loro sicurezza personale e anche garanzie di tipo sanitario. Noi chiediamo che non siano trasferiti ulteriori immigrati in questa tendopoli e chiederemo anche un ristoro per i danni di immagine subiti da questa terra che è una meta turistica per il mare meraviglioso che ha e della quale si sta parlando in questi giorni solo per l’emergenza immigrazione”. Il primo cittadino del Comune messapico, Paolo Tommasino, protesta contro i lavori di allargamento che potrebbero portare la tendopoli allestita negli ultimi due giorni nell’ex aeroporto militare di contrada ‘Paione’, a due chilometri dalla cittadina messapica, ad ospitare oltre 3.000 persone. Ma il Sindaco se la prende anche con la Regione e, in particolare, con l’assessore Nicola Fratoianni, fedelissimo di Vendola che ieri aveva lamentato il mancato coinvolgimento dell’Ente nella gestione dell’emergenza. ”Se la Regione dichiara di avere un piano alternativo capace di accogliere e di distribuire gli immigrati in piccoli centri e addirittura di integrarli – spiega Tommasino – invece di stare a lamentare il fatto di non essere stata coinvolta dal governo, lo tiri fuori e lo applichi”.

La protesta delle province di Taranto e Brindisi. Protestano contro la tendopoli di Manduria anche Massimo Ferrarese e Gianni Florido, presidenti della Provincia rispettivamente di Brindisi e Taranto. In una lettera inviata al ministro dell’Interno Roberto Maroni, i due rappresentanti territoriali chiedono di bloccare con urgenza ulteriori arrivi nella struttura. “Nel centro – scrivono Ferrarese e Florido – ci risulta stanno per essere montate altre 300 nuove tende, segno di un possibile massiccio nuovo arrivo. Il Centro di Manduria, però, non si è dimostrato in grado di accogliere le prime poche centinaia di profughi, nonostante lo straordinario lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile”. “Si corre il rischio – spiegano i due presidenti – di trasformare una responsabile accoglienza, basata su un’alta collaborazione istituzionale, in una intollerabile, non sopportabile e rischiosa situazione di incertezza e insofferenza delle comunità confinanti il Centro, compromettendo così il buon esito della operazione. Questa nostra pressante richiesta – concludono Ferrarese e Florido – intende ottenere che nuovi profughi provenienti da Lampedusa siano destinati in altri Centri di Accoglienza che escludano le province di Taranto e Brindisi che già registrano una presenza di Centri per immigrati”.

Raffaele Emiliano