Serotonina, gene che cambia l’orientamento sessuale

Il nostro orientamento sessuale potrebbe derivare dalla presenza di serotonina nel cervello. Se si elimina il gene che regola la sua produzione cambiano i gusti sessuali. E’ quanto emerge da uno studio su Nature condotto dagli scienziati cinesi dell’Istituto Nazionale di Scienze Biologiche di Pechino guidati da Yi Rao. I topi privati del neurotrasmettitore cambiano infatti i loro comportamenti sessuali, evitando le femmine della stessa specie e corteggiando i maschi dello stesso sesso. È la prima volta che viene dimostrata un’azione così determinante di un neurotrasmettitore sull’orientamento sessuale. Accade nei topi, anche se i ricercatori esprimono cautela sulla possibilità di estendere questi risultati anche sugli uomini.

Lo studio. Per giungere a questa conclusione gli esperti avrebbero effettuato un test su alcuni topi geneticamente modificati. I ricercatori hanno tolto il gene che controlla la produzione di serotonina, osservando un radicale cambiamento nell’atteggiamento degli animali. Se prima della manipolazione i roditori corteggiavano naturalmente solo le femmine, evitando apertamente l’odore degli altri pretendenti maschili, una volta ”oscurata” la produzione dell’ormone hanno ”snobbato” le femmine, ma non i maschi. Se un esemplare veniva introdotto nella loro gabbietta iniziavano il rituale del corteggiamento con squitti e vocalizzi, tentando l’accoppiamento con l’altro maschio. Inoltre, trentacinque minuti dopo una iniezione di serotonina, è stato notato come  i comportamenti sessuali nei topi siano cambiati tanto da riportarli a  corteggiare il gentil sesso.

“Nessuno pensava che la serotonina potesse essere coinvolta nelle preferenze sessuali”, ha detto Zhou-Feng Chen della Washington University School of Medicine di St. Louis, coautore dello studio. Nota anche come “ormone del buonumore”, la serotonina  è un neurotrasmettitore cerebrale a cui sono collegati vari comportamenti relativi all’alimentazione, al sonno e all’aggressività. Regola anche molti processi cognitivi, tra cui l’umore.

Adriana Ruggeri