Soldi a immigrati: critiche bipartisan per il ministro Frattini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:27

Roma – Pagare per far ritornare nel proprio paese chi è stato disposto a pagare cifre anche più elevate pur di lasciare la propria terra nella speranza di acciuffare un futuro migliore. La proposta fatta dal governo, nella persona del ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha suscitato un vespaio di polemiche bipartisan. Se all’interno della Lega Nord c’è chi auspica che gli immigrati in fuga dai paesi nordafricani vengano rimpatriati senza se e senza ma, nell’opposizione sono molte le voci di chi ritiene che il provvedimento non risolverebbe alcun problema ma tutt’al più ledererebbe la dignità di chi scappa per disperazione e non per un viaggio di piacere.

Un regalo per chi accetta volontariamente di tornare a casa – Il fenomeno immigrazione continua a tenere banco all’interno della dialettica politica tra maggioranza di governo e opposizione. E’ innegabile che bisognerà trovare in poco tempo una soluzione atta ad allentare la pressione sull’isola di Lampedusa che da settimane ormai si trova ad accogliere centinaia di profughi al giorno. Nelle ultime ore fa discutere la proposta di stanziare un budget per poter invogliare ogni immigrato a fare ritorno nel paese da cui è fuggito, spesso affidandosi a veri e propri viaggi della speranza. La cifra pensata sarebbe stimabile tra i 2.000 e i 2.500 dollari pro capite.

La Lega: Bisogna rimpatriarli e basta – Tra i primi ad alzare la voce contro la proposta fatta da Frattini è stato Umberto Bossi, leader della Lega Nord. Per il Senatur, l’ipotesi di ricompensare tutti coloro che acconsentiranno al proprio rimpatrio è da escludere in partenza. Bossi propone così la propria soluzione alla questione: «Ma che pagare, io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro». A rilanciare il dissenso è anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che ha dichiarato: «Un’idea assurda, non so a chi possa essere venuta, tornerebbero tutti indietro per prendere altri 2.500 dollari e sarebbe un continuo ping pong pagato da noi».

Critiche anche dai partiti di opposizione – Piccate anche le repliche dei partiti di centro e di centrosinistra. Se il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, dice che solo «i rifugiati, quelli che scappano dai Paesi in guerra, vanno accolti. I tunisini non mi pare invece siano a rischio e vanno rispediti al mittente», anche Francesco Rutelli, esponente dell’Api, non è d’accordo con il ministro Frattini: «E’ giusto accogliere i rifugiati, chi chiede asilo politico, ma è giusto rimandare indietro coloro che hanno una migrazione per motivi economici all’origine del loro viaggio». Di provvedimento offensivo, invece, parla la presidente del Partito Democratico, Rosy Bindi: «Si tratta di un obolo insufficiente e, oltretutto, anche offensivo».

Simone Olivelli


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